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Piazza San Venceslao (Václavské náměstí)

È il centro commerciale ed amministrativo della città, il luogo in cui si sono svolti molti eventi sociali e storici importanti. Qui possiamo trovare cinema, teatri, banche, alberghi, ristoranti, decine di negozi piccoli e grandi e centri amministrativi. Sorse nel 1348, durante la fondazione della Città Nuova da parte di Carlo IV. La piazza è dominata dall’edificio del Museo Nazionale (1885–1891) e dal monumento di San Venceslao (1912, J. V. Myslbek), patrono della nazione.

Piazza San Venceslao (Václavské náměstí), Václavské náměstí, Praha 1 - Nové Město, 110 00

Programma

La storia dell'edficio

La storia
Questa splendida piazza nacque in occasione della fondazione della Città Nuova (Nové Město) da parte di Carlo IV (Karel IV.) nel 1348. È lunga 750 m, larga 63 m nella parte superiore e 48 m in quella inferiore. Intorno a questa zona delimitata sorsero in alcuni anni case e officine di artigiani, malterie e birrifici. La piazza si chiamava Mercato dei Cavalli (Koňský trh), siccome era destinata al commercio di cavalli e alla vendita di vari prodotti agricoli. In seguito, furono costruiti nella parte bassa alcuni chioschi per la vendita di articoli di selleria e carpenteria, di stoffe e spezie. L’organizzazione dei mercati terminò nel 1877. Nella piazza del mercato venivano inoltre giustiziati i condannati; sia nella parte alta che in quella bassa c’erano i patiboli. Nella parte bassa, detta Sul Ponticello (Na Můstku), c’era uno stagno con un mulino, al centro un pozzo pubblico, mentre più tardi furono costruite lungo l’asse della piazza tre fontane. Verso la fine del XIV secolo, sul luogo dove oggi sorge il Museo Nazionale (Národní muzeum), venne realizzata come parte delle fortificazioni la Porta dei Cavalli (Koňská brána) o Porta di S. Prokop (brána sv. Prokopa), la quale fu demolita nel 1875. Nel 1680, all’imbocco della via Jindřišská, fu installata la statua barocca di S. Venceslao, opera di Jan Jiří Bendl (oggi a Vyšehrad) e, in seguito, di fronte all’odierna via Opletalova, il gruppo di statue barocche di Giovanni Nepomuceno con gli angeli di uno scultore ignoto del 1727. Entrambe le sculture vennero rimosse nel 1879. La statua del patrono delle terre ceche era il luogo dove si ritrovavano i praghesi in occasioni importanti. In seguito ad uno di questi eventi, un incontro commemorativo popolare nel 1848, Karel Havlíček Borovský propose di cambiare il nome del Mercato dei Cavalli in Mercato di San Venceslao (Svatováclavský trh). Nel 1786, vicino alla fontana centrale, i patrioti boemi aprirono il primo teatro boemo, detto Bouda, nel quale si tenevano spettacoli in ceco. Fu demolito nel 1789, poiché ostacolava il traffico. Ben presto, tutta la piazza venne pavimentata con ciottoli, i quali venivano chiamati “occhi di bue” ("volská oka"). Nel 1865 venne installata l’illuminazione a gas. I lampioni a gas stavano in fila lungo i marciapiedi e, dal 1868, furono installati lungo l’asse della piazza dei massicci candelabri in ghisa con le lampade. Furono progettati dall’architetto Aleš Linsbauer e dallo scultore Eduard Wessely. Nel 1895 fu definitivamente introdotta in Piazza Venceslao l’illuminazione elettrica.
Nel 1890 fu costruito, nella parte alta, il grande edificio del Museo Nazionale (si veda il documento dedicato), il quale è la dominante della piazza a tutt’oggi. Inizialmente, la piazza era senza verde e alberi. Nel 1876 furono piantate 4 file d’alberi nella parte bassa e 6 file in quella alta (platani e altri). Molti di questi morirono presto e furono fatti rimpiazzare a metà degli anni 90 dal direttore dei parchi praghesi František Thomayer con tigli verdi, i quali furono piantati lungo i marciapiedi. Oggi crescono qui tigli argentati o tomentosa, i quali sono più resistenti. Ce ne sono più di 150.
Nel 1884 passò di qui il primo tram, all’epoca ancora trainato da cavalli. La sua tratta andava dal Ponticello, attraverso la piazza, fino a Vinohrady e proseguiva fino alla Scala Nusleský (Nuselské schody). Il primo tram elettrico passò sui binari accanto ai marciapiedi nel 1900. I tram transitavano per la piazza fino al 1980. Il 13 dicembre passò come ultimo il tram notturno n. 22. In seguito alla rimozione dei binari, furono qui piantati numerosi cespugli decorativi, erbe e fiori, e negli anni 80 venne realizzata nella parte bassa della piazza un’ampia zona pedonale. Nei dintorni della statua di S. Venceslao fu realizzata un’area da passeggio.
Negli anni 1912 – 13, nella parte alta della piazza, fu apposto il monumento di S. Venceslao, opera di Josef Václav Myslbek, (si veda il documento Monumenti e statue). S. Venceslao, il patrono delle terre ceche, fu testimone di numerosi eventi festivi e tragici della storia moderna di queste terre e dei praghesi. Allo stesso modo, la Piazza Venceslao è sempre stata ed è tutt’oggi, prima di tutto, il centro naturale degli abitanti della Città Nuova e dei praghesi in generale. Dopo la prima guerra mondiale, la piazza era dominata da una vivace attività edilizia e, soprattutto dopo la fondazione della Grande Praga (Velká Praha) nel 1922, furono costruite le case più lussuose, banche, negozi, alberghi e ristoranti. Lo stesso accadde anche nelle maggiori vie che la incrociano – in via 28 ottobre, in via Nazionale e in via Na Příkopě. Per questo motivo, questo centro commerciale e sociale prese il nome di Croce d’Oro (Zlatý kříž).
Dopo la seconda guerra mondiale, furono edificati tre terreni vuoti, dove prima sorgevano alcune case distrutte dai bombardamenti del 1945: venne costruita la Casa degli alimentari (Dům potravin), l’albergo Jalta e la Casa della moda (Dům módy). Nella seconda metà del XX secolo furono costruiti nella piazza tre sottopassaggi in occasione della costruzione della metropolitana. La resistenza del primo sottopassaggio al centro della piazza, appena prima della sua apertura, fu messa a dura prova nel 1968 dai carri armati sovietici durante l’occupazione. Il progetto del sottopassaggio fu elaborato dall’ingegnere Jaroslav Strašil. Nell’agosto del 1978, il sottopassaggio fu collegato alla fermata della metropolitana “Můstek” con una scala mobile. I sottopassaggi davanti al Museo Nazionale e sul Ponticello furono costruiti e aperti contemporaneamente alla messa in opera della tratta A della metropolitana nel 1978. Il sottopassaggio sul Ponticello, con sette entrate, è il più grande e ne fa parte anche l’ampio vestibolo delle stazioni della metropolitana A e B. A causa della costruzione, dovettero venire rimossi tre edifici: quello all’angolo tra la piazza e la cosiddetta Tana del topo (Myší díra), dove aveva sede l’Istituto culturale Ungherese, la casa Sul Ponticello e la casa in via Provaznická.

I più importanti eventi storici in Piazza Venceslao:
1848 – presso la statua di S. Venceslao si tenne la messa per augurare buona sorte ai delegati boemi che, accompagnati dai praghesi, partivano per Vienna per presentare all’imperatore le loro richieste. Alcuni mesi più tardi, si tenne qui la famosa messa in occasione del Congresso degli Slavi e, alcuni giorni dopo, Jan Arnold celebrò qui un’altra famosa messa, la quale segnò l’inizio della rivolta per la Pentecoste, durante la quale vennero costruite barricate e Praga venne bombardata da cannoni.
1905 – si tenne la grande manifestazione per il diritto di voto.
1914 – i reggimenti cechi partirono per la guerra. Quelli che formarono le legioni furono qui nuovamente solennemente accolti al loro ritorno.
1918 – il 28 ottobre fu proclamata, davanti al monumento di S. Venceslao, l’indipendenza cecoslovacca con le parole del documento, che fu letto da Alois Jirásek. Sotto alla statua sono marcati su blocchi i numeri 28. 10. 1918.
1939 – fu qui annunciata la fondazione del protettorato.
1942 – i cittadini radunati giurarono fedeltà al Terzo Reich.
1945 – fu annunciata la fine della seconda guerra mondiale, la nazionalizzazione dell’industria pesante e delle banche.
1948 – il 25 febbraio un folto raduno supportò i comunisti e riecheggiò la frase “la vittoria del popolo lavoratore” ("vítězství pracujícího lidu"), il ché diede inizio al regime totalitario comunista.
1969 – a gennaio di quest’anno, nella parte alta della piazza, si diedero fuoco gli studenti Jan Palach e poi Jan Zajíc in protesta contro l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia; nell’agosto dello stesso anno fu brutalmente soffocata la manifestazione in occasione del primo anniversario dell’invasione.
1989 – nel novembre di quest’anno, i numerosi raduni diedero inizio alla cosiddetta Rivoluzione di Velluto, la quale segnò la fine del regime totalitario comunista nel paese. Si stima che durante le manifestazioni più numerose si siano radunate circa 250 000 persone.

Edifici importanti sul lato destro della piazza vista dal Museo Nazionale:

- l’ex Casa degli alimentari (n. 59) fu costruita in stile neoclassicista negli anni 1954 - 57 dagli architetti Maxmilián Gronwaldt e Jiří Chvatlina su un lotto, rimasto vuoto dopo la distruzione della casa che vi sorgeva durante i bombardamenti del 1945. Negli anni ´90 del XX secolo fu modificato l’ingresso nel centro commerciale dal sottopassaggio della fermata della metropolitana Muzeum.
- l’albergo Jalta (n. 45) fu costruito negli anni 1955 – 58, secondo il progetto dell’architetto Antonín Tenzer, nello stile neoclassicista degli anni´ 50 come edificio a sei piani con un centinaio di stanze, una caffetteria ed un ristorante con i tavoli sulla piazza. Anche questo edificio occupò uno spazio rimasto vuoto dopo i bombardamenti. L’edificio è un esempio di architettura post bellica, detta realismo socialista.
- l’Edificio al numero 43 fu costruito nel 1928 per la Stamperia di Praga (Pražská akciová tiskárna) su un lotto stretto secondo il progetto dell’ingegnere Boh Bečkay. Al centro della facciata purista di questo edificio a otto piani si trova un androne, tramite il quale si accedeva al cinema Apollo. Fu realizzato nel 1947 e in seguito prese il nome di Jalta.
- il Palazzo Letka (n. 41), in precedenza Avion, con l’androne commerciale Luxor, una caffetteria, un ristorante ed il cinema Letka fu costruito nello stile del costruttivismo individualista secondo il progetto dell’architetto Bohumír Kozák nel 1926. Oggi è noto come Palazzo del Libro (Palác knihy). Gli androni di questo edificio e di quello adiacente al numero 43 sono collegati e sfociano in via Opletalova.
- l’albergo Europa e Meran (n. 25 e 27) si veda il documento dedicato.
- il centro commerciale Družba (n. 21) fu costruito all’angolo di via Jindřišská negli anni 1971 - 75 in stile internazionale secondo il progetto degli architetti Milan Vašek, Vlastibor Klimeš e Vratislav Růžička. Inizialmente centro dell’Unione delle cooperative di produzione ceche (Český svaz výrobních družstev), era noto negli anni 90 come centro commerciale Krone, oggi Debenhams. L’elemento più significativo dell’edificio è la torre del tetto della caffetteria a forma ottagonale.
- il Palazzo neobarocco (n. 19) fu costruito nel 1895 secondo il progetto degli architetti Osvald Polívka e Bedřich Ohman, inizialmente per le Assicurazioni Generali. Sulla facciata dell’edificio si trovano statue in pietra e bronzo di Stanislav Sucharda, Bohuslav Schnirch, Antonín Procházka, Čeněk Vosmík e František Stránský. Lungo la via Jindřišská fu in seguito aperto un androne. Nel palazzo ebbe sede per molti anni l’Ufficio per la standardizzazione e misurazione (Úřad pro normalizaci a měření) ed il Centro informativo e culturale polacco. Il massiccio edificio è situato sul luogo dove sorgeva una casa ad angolo tardo rinascimentale con una torre con frontoni dell’inizio del XVII secolo, detta U Císařských.
- il Palazzo Praga (n. 17) è una costruzione costruttivista con una sala cinematografica dallo stesso nome risalente agli anni 1926 - 29 e progettata dall’architetto Rudolf Stockar. Attraverso l’edificio con la facciata prevalentemente rivestita in vetro passa un androne che porta alla via Jindřišská.
- l’ex centro commerciale Darex (n. 11) fu ricostruito negli anni 1994 - 96. Durante indagini archeologiche prima dell’inizio dei lavori di ricostruzione furono rinvenute le fondamenta della casa, nella quale visse a cavallo dei secoli XVI e XVII, e nella quale aveva una farmacia il famoso dottore Matyáš Borbonius, medico degli imperatori Rodolfo II (Rudolf II.) e Mattia (Matyáš). L’edificio aveva in passato diversi nomi, il più noto dei quali è U Tůnských. Il nome Darex nacque nel periodo in cui importanti rappresentanti del regime comunista potevano acquistare articoli importati, normalmente non disponibili, tramite speciali buoni. Oggi, dopo la ricostruzione, è rimasta conservata soltanto la facciata neobarocca del 1893 (è un monumento protetto), che è fissata mediante pilastri in calcestruzzo e acciaio. Il resto dell’edificio è nuovo secondo il progetto dell’architetto Peter Pivka. L’edificio ha 9 piani con superfici commerciali ed amministrative con 4 lussuosi appartamenti nella mansarda e 3 piani sotterranei con 62 posti auto con un proprio ascensore. Nei sotterranei si trova anche l’esposizione di reperti archeologici ritrovati in loco. Un atrio interno con due ascensori panoramici attraversa tutti i piani. Il nuovo tetto è ricoperto da un vetro speciale con caratteristiche termiche particolari, al centro c’è uno splendido balcone con veduta.
- l’albergo Oca d’Oro (n. 7) fu costruito nel 1910 secondo il progetto dell’architetto Matěj Blecha. È un edificio tardo secessionista con androni ed un cortile circondato da ali. Gli interni furono modernizzati nel 1912 dall’architetto Ladislav Machoň.
- l’albergo Ambassador (n. 5) è un edificio dal concetto individuale con elementi orientali, costruito nel 1912 dagli architetti Richard Klenka z Vlastimilu e František Weyr. L’edificio con androne è in calcestruzzo armato. Fino al 1924 l’albergo portava il nome Passage, vi si trovava il cinema Pasáž ed era famoso anche grazie al cabaret Alhambra.
- il Palazzo Koruna (n. 1) si veda il documento dedicato.
- l’edificio dell’ex ČKD (impresa meccanica, ndt) chiude visualmente la piazza nella sua parte più bassa ed è situato al centro della Croce d’Oro, all’indirizzo Na Můstku 9. In passato, era qui situata la Casa all’Unicorno d’Oro, poi dal 1902 il più grande centro commerciale della seta a Praga di Efraim Löbl. La costruzione del nuovo edificio in stile neo funzionalista o postmodernista fu terminata nel 1983 secondo il progetto di Jan e Alena Šrámek. È impressionante l’ampliamento asimmetrico ad arco del tetto con il locale delle caldaie, ornato da un grande orologio, sotto il quale c’era una caffetteria con terrazzo con un’insolita veduta sulla Praga vecchia. Dopo la ricostruzione per un’azienda estera nel 2004, sono qui rimasti soltanto uffici e negozi nei piani inferiori.

Edifici importanti sul lato sinistro della piazza vista dal Museo Nazionale:

- la Casa della moda (n. 58) fu costruita negli anni 1954 - 56 sul luogo dove sorgeva una casa ad angolo distrutta dai bombardamenti. L’edificio fu progettato dall’architetto Josef Hrubý in stile neoclassicista sobrio degli anni 50, il quale deriva dalla tradizione del funzionalismo pre bellico. La facciata suddivisa verticalmente è rivestita in travertino, al primo piano sopra l’ingresso è apposto un rilievo in pietra arenaria dello scultore Bartůněk come allegoria dell’industria tessile.
- All’angolo opposto è situato il Palazzo delle Assicurazioni Fénix (n. 54 e 56), un edificio amministrativo purista degli anni 1928 - 30, una delle prime costruzioni costruttiviste a Praga, opera dell’architetto Bedřich Ehrmann con la facciata dell’architetto Josef Gočár. Il palazzo occupa tutto il blocco tra le vie Krakovska e Ve Smečkách, al pianoterra si trova un androne commerciale a forma di lettera T, dove c’è l’entrata del famoso cinema Blaník. Il vestibolo dell’androne è decorato con mosaici secondo i cartoni di Rudolf Kremlička.
- la palazzina Na Košíku (n. 52), all’angolo opposto, fu costruita nel 1880 secondo il progetto dell’architetto Josef Schulz in stile neorinascimentale.
- il grande Palazzo della banca (n. 42), all’angolo della via Štěpánská, fu costruito negli anni 1920 - 31 per la Banca d’Investimento secondo il progetto dell’architetto František Roith. Prima di esso era qui situato il noto birrificio U Primasů.
- l’edificio ad angolo della Banca di credito fondiario (n. 40), detto anche Palazzo di ghiaccio (Ledový palác), fu annesso al noto complesso del palazzo Lucerna degli anni 1913 - 17, al quale assomiglia dal punto di vista architettonico e con il quale forma un complesso collegato da androni. L’edificio è in stile tardo secessionista con elementi cubisti, ha una facciata a cinque piani con un piano mansarda che dà sulla via. All’angolo, si trova una torre con cupola, la quale dà l’idea di una grande lanterna. L’edificio fu costruito dall’architetto Matěj Blecha sul luogo dove sorgeva il Palazzo Aehrenthal (Aehrenthalský palác) negli anni 1913 - 15. Dall’androne verso Piazza Venceslao si accede al teatro Rokoko, aperto nel 1915 come cabaret e modernizzato negli anni 1969 - 70.
- l’Edificio Melantrich (n. 36) fu costruito negli anni 1911 – 12, secondo il progetto dell’architetto Bedřich Bendelmayer come Palazzo Stella (palác Hvězda) in stile tardo secessionista. La facciata è decorata da pitture di Vratislav Mayer. Qualche anno prima, fu costruito l’edificio della stamperia che fu progettato da Josef Vaňha. In questo edificio si trovava il cinema Čas che proiettava ininterrottamente, in seguito cinema Hvězda, accessibile anche dall’androne del teatro Rokoko. Sul balcone dell’edificio Melantrich si alternarono oratori e cantanti durante le manifestazioni contro il regime comunista del novembre 1989.
- la Casa di Wiehl (n. 34) si veda il documento dedicato.
- il Palazzo dell’ex Banca Ceca (n. 32) all’angolo opposto, conosciuto più tardi come Palazzo Ligna, è un grande edificio a cinque piani in stile neoclassicista degli anni 1914 - 16, costruito secondo il progetto di Josef Sakař e Osvald Polívka. Prima di esso, era qui situata la casa rinascimentale U Lhotků con una torre ad angolo e con gli interni decorati da pitture di Josef Navrátil, le quali furono parzialmente rimosse prima della demolizione e conservate nel Museo della Città di Praga (Muzeum hl. města Prahy). Le sculture in pietra arenaria sulla facciata ed il rilievo di Mercurio nel frontone del palazzo sono opera di Bohumil Kafka. L’edificio del palazzo si estende fino all’androne Světozor in via Vodičkova, collegato nel 1929 con un altro androne al palazzo Alfa. Nel 1947 fu effettuata la ricostruzione dell’edificio secondo i progetti degli architetti Karel e Jaroslav Fišer, i quali rimaneggiarono anche il cinema accessibile dall’androne Světozor.
- il Palazzo Alfa (n. 28) si veda il documento dedicato.
- l’albergo Adria (n. 26), inizialmente Casa alla Scarpa Blu (dům U Modré boty), è uno degli edifici più antichi della piazza, costruito sul luogo dove sorgevano due case gotiche borghesi, le cantine delle quali si sono conservate fino ad oggi. Prima del 1789 fu rimaneggiato in stile classicista secondo il progetto dell’architetto Josef Zika e nel 1911 modificato secondo il progetto dell’architetto Matěj Blecha nell’albergo Adria. La sua facciata a tre piani con il tetto mansardato è neobarocca. Nell’edificio si trovava anche un teatro nel quale lavorò l’attore e regista Emil Artur Longen. L’enoteca in cantina era arredata come una caverna con stalattiti e la sua decorazione scultorea rappresentava il regno di Ade col fiume Stige ed il traghettatore Caronte più altri personaggi della mitologia greca.
- l’albergo Juliš (n. 22) fu costruito secondo il progetto dell’architetto Pavel Janák. L’ala del cortile in stile tardo cubista è degli anni 1922 - 25, l’edificio principale in stile funzionalista fu costruito nel 1932. La superficie della facciata presenta una combinazione di vetro e acciaio. Nella seconda metà del XX secolo l’albergo era noto come Tatran, come l’ex caffetteria, il bar e la pasticceria. Dall’androne dell’edificio si entrava nell’ex cinema Parigi. La facciata posteriore porta al Giardino Francescano (Františkánská zahrada).
- l’ex albergo Družba (n. 16) era conosciuto prima del 1989 soprattutto grazie al buffet al pianoterra ed all’enoteca Tabarin. Questo edificio a cinque piani fu costruito negli anni 1926 - 27 secondo il progetto dell’architetto J. Jerolím. Negli anni 90, l’edificio fu ricostruito e divenne l’esposizione della Cassa di risparmio ceca (Česká spořitelna). Sulla facciata sono installate due figure femminili in pietra arenaria di Břetislav Benda.
- la Casa di Peterka (Peterkův dům) (n. 12) fa parte delle prime costruzioni dell’architetto Jan Kotěra e fu costruita nel 1899. La stretta facciata in stile primo secessionista è decorata con intonaci di Josef Pekárek con motivi vegetali e con statue di Stanislav Sucharda, mentre gli spazi commerciali a abitativi degli interni sono già moderni.
- la Farmacia di Adamo (Adamova lékárna) (n. 8) è sostanzialmente un condominio, dove si combinano elementi di architettura storica nei piani bassi con l’architettura secessionista o addirittura modernista e cubista. Hanno conservato l’aspetto originale la mansarda e la cupola. L’edificio fu costruito negli anni 1911 – 12, secondo il progetto degli architetti Matěj Blecha a Emil Králíček. La tradizione della farmacia al pianoterra si mantiene ancora oggi.
- il centro commerciale Baťa (n. 6) è una delle costruzioni più importanti del funzionalismo ceco. Fu costruito negli anni 1928 – 29 secondo il progetto di Ludvík Kysela, con la collaborazione dello studio architettonico dell’impresa Baťa a Zlín. Questo edificio a sette piani si estende con la facciata posteriore fino a Piazza Jungmann (Jungmannovo náměstí) ed ha un androne che lo attraversa. A suo tempo, era l’esempio del centro commerciale più avanzato in Europa e fa parte delle costruzioni più importanti del funzionalismo ceco.
- la Casa di Lindt (Lindtův dům) (n. 4), nota anche come Palazzo Astra, fu costruita per il commerciante e produttore Lindt, come edificio commerciale e amministrativo negli anni 1925 - 27. Fu progettata da Ludvík Kysela e fu la prima costruzione funzionalista a Praga. Era caratterizzata da una facciata leggera con uno stretto davanzale ed enormi superfici con le caratteristiche bande orizzontali di finestre. Al primo piano si trovava la caffetteria Astra e nel seminterrato fu fondata negli anni 30 l’enoteca Carioca, con decorazioni in intonaci pseudo rococò dell’architetto berlinese Paula Sydow. Al centro del pianoterra si estende un androne, che collega Piazza Venceslao con Piazza Jungmann. L’edificio è collegato al sottopassaggio della metropolitana. Il Palazzo Astra fu per molti anni un edificio ad angolo.
- il Palazzo Euro (n.2) fu aperto nel 2002 e chiuse visualmente la parte bassa sinistra della Piazza Venceslao. In questo modo, dopo molti anni, sostituì il precedente edificio ad angolo adiacente al palazzo Astra, demolito nel 1973. Questo edificio a nove piani, con spazi amministrativi e commerciali, è noto anche come Astra II, per farsi distinguere dal Palazzo Lindt o Astra I. L’intero palazzo ha un rivestimento in vetro, l’8° e il 9° piano terminano a torre. Gli autori del progetto sono: Richard Doležal, Petr Malinský, Petr Burian, Michal Pokorný e Martin Kotík. Questa costruzione ottenne il premio del famoso architetto Miese van der Rohe, che viene assegnato dall’Unione Europea.

 

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