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Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí)

La piazza più importante del centro storico di Praga sorse nel XII secolo ed è stata testimone di molti eventi storici. Oltre al Municipio della Città Vecchia e alla Cattedrale di Santa Maria di Týn, la piazza viene dominata anche dalla chiesa barocca di San Nicola, dal palazzo rococò dei Kinský, dal palazzo gotico chiamato Casa Alla Campana di Pietra e dal possente monumento del Maestro Jan Hus. Nella pavimentazione della piazza sono indicati il luogo dell’esecuzione di 27 signori boemi (1621) ed il meridiano praghese.

Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí), Staroměstské náměstí, Praha 1 - Staré Město, 110 00

Programma

La storia dell'edficio

La storia

La Piazza della Città Vecchia, la più antica e più importante piazza del centro storico di Praga, ha le sue radici già nel X secolo, quando era una piazza del mercato sul crocevia delle vie commerciali europee. Non lontano si trovavano gli uffici della dogana (Ungelt), dove le merci provenienti da acquirenti stranieri venivano sdoganate. Per loro, fu qui costruito, già nel X secolo, un ospizio con la chiesa della Vergine Maria (P. Marie), una locanda e le stalle. Vi si tenevano regolarmente mercatini con le merci più varie. Sulla piazza si trovavano sia negozi stabili che mobili. Attorno ai piedi della torre del municipio si trovavano tredici capanne in pietra dove si vendevano, per lo più, stoffe importate a caro prezzo. Lo stesso edificio del municipio era circondato da negozi di commercianti. Nei chioschi mobili vendevano le loro merci panettieri, vasai, produttori di merci in legno, erboristi, produttori di panpepato e altri. Nella parte sud si trovavano venditori di funghi, fragole e altri frutti di bosco, selvaggina, verdure, burro, formaggi, grassi animali, ghirlande, gonne e altro. Nella parte nord occidentale della piazza, vicino al municipio, c’era il mercato del pesce. I venditori di pesce erano i più numerosi, siccome il Mercato della Città Vecchia aveva per lungo tempo il monopolio sul pesce.
Durante i secoli, la piazza ha avuto diversi nomi: il più antico nome conosciuto era Piazza Grande (Velké náměstí) (a differenza del mercatino presso S. Havel (sv. Havel)), nel XIII secolo apparve il nome Mercato Vecchio (Staré tržiště), dal XIV secolo Piazza del Mercato (Rynk) oppure Piazza del Mercato della Città Vecchia (Staroměstský rynk), nel XVIII secolo Piazza della Città Vecchia (Staroměstský plac), Piazza Grande della Città Vecchia (Velké Staroměstské náměstí) o soltanto Piazza Grande e, dal 1895, porta il nome odierno. Nei secoli XII e XIII, vennero costruite molte case intorno alla piazza, delle quali si sono conservate le basi romaniche e primo gotiche, le cantine e, in alcune, anche parte del pianoterra. Circa a metà del XIII secolo, i pianoterra originariamente romanici ed eccezionalmente anche parti dei primi piani,si ritrovarono sotto il livello della via durante un’esercitazione contro le alluvioni, quando la strada veniva riempita di terra fino ad una notevole altezza.
Nel XIV secolo venne costruito nella piazza il municipio e, poco più tardi, la principale chiesa della Piazza della Città Vecchia, quella della Vergine Maria di Týn (Panna Marie před Týnem). Queste costruzioni sottolinearono l’importanza di questo luogo, il quale divenne non soltanto un centro economico, ma anche politico della vita della Città Vecchia di Praga. Passavano di qua le processioni di incoronazione dei re nella loro strada verso il Castello di Praga. Il primo re boemo a passare di qua fu Jan Lucemburský con Eliška Přemyslovna nel 1311. Qui ebbero luogo anche eventi tragici, come ad esempio esecuzioni capitali, ma anche varie festività ed assemblee popolari. Nel 1422, la piazza fu testimone dei malcontenti che seguirono l’esecuzione capitale del leader dei poveri di Praga, Jan Želivský, il quale fu decapitato presso il pozzo nel cortile del municipio. Nel 1437, si tenne qui l’esecuzione capitale dell’ultimo governatore ussita Jan Roháč z Dubé a ze Sionu e dei suoi collaboratori. Nel 1458, dopo l’insuccesso della rivoluzione ussita, fu qui incoronato re boemo Jiří z Poděbrad. Uno degli eventi più tragici ebbe luogo davanti al municipio il 21 giugno 1621. Vennero giustiziati 27 dei più importanti partecipanti alla resistenza degli stati (ordini sociali, ndt) cechi contro gli Asburgo. Furono decapitati Jáchym Ondřej Šlik, Václav Budovec z Budova, Kryštof Harant z Polžic a Bezdružic, Kašpar Kaplíř ze Sulevic, Prokop Dvořecký z Olbramovic, Fridrich z Bílé, Otta z Losu, Diviš Černín z Chudenic, Vilím z Konecchlumu, Boleslav starší z Michalovic, Valentin Kochan z Prachové, Dobiáš Štefek z Koloděj, Jan Jesenius, Kryštof Kobr, Jan Šultys, Maximilián Hošťálek, Jiří Haunšild, Leandr Ryppel, Václav Maštěřovský, Jindřich Kozel, Ondřej Kocour, Jiří Řečický, Michal Wittman e Šimon Kováč. Vennero impiccati Jan Kutnauer, Šimon Sušický e Nathanael Vodňanský. Jan Sixt z Ottersdorfu, il quale doveva anch’esso essere decapitato, ottenne all’ultimo momento la grazia. In loro memoria sono marcate sul marciapiede presso il Municipio della Città Vecchia 27 croci, simboli di spade e corone di spine. Nel 1904 fu marcato per la prima volta nella pavimentazione il luogo dell’esecuzione capitale in occasione della sostituzione della pavimentazione di tutta la piazza.

Dal 1591, era situata nella parte nord della piazza la famosa fontana di Krocín (Krocínova kašna) (si veda il documento dedicato). Nel 1650, come ringraziamento per la liberazione di Praga dagli svedesi, fu qui eretta in onore della Vergine Maria Immacolata la Colonna di Maria (Mariánský sloup), opera di Jan Jiří Bendl. Si trattava della più antica colonna in Europa dopo quella di Monaco di Baviera e rimase qui fino al 1918, quando fu demolita (si veda il documento Monumenti e statue). Al suo posto si trova oggi una tavola in ottone in suo ricordo. Nella pavimentazione è marcato anche il cosiddetto meridiano di Praga, il luogo dove cadeva l’ombra della Colonna di Maria nelle giornate di sole a mezzogiorno in punto. Questo si trova a 14 gradi e 25 minuti ad est di Greenwich. La scritta in ceco ed in latino accanto a questo dice: Il Meridiano che segnava il tempo praghese. Meridianus quo olim tempus pragense dirigebatur.
Dal 1849, si trovava nella piazza, sotto il balcone del municipio e rivolta verso la chiesa di Týn, la cosiddetta Hauptwacha, ossia la guardia militare principale con due cannoni all’ingresso. I militari proteggevano le casse del governo e le casse cittadine. Nella prima metà del XIX secolo la piazza cambiò aspetto grazie alla costruzione del nuovo municipio in stile neogotico, la cosiddetta Ala di Sprenger (Sprengerovo křídlo).
Ebbe un grande impatto anche la riqualificazione negli anni ´90 del XIX secolo, quando furono demolite le case nella parte settentrionale della piazza e realizzata la nuova via Mikulášská con vista sulla Letná, dal 1926 nota come via Parigi (Pařížská třída). Prima della riqualificazione, questo luogo era occupato da case. Davanti alla chiesa di S. Nicola (sv. Mikuláš) era situata già dal medioevo la Casa di Krenn (Krennův (Křenův, o Chřenovský) dům), che, copriva la visuale sulla chiesa. Fu demolita soltanto nel 1901 durante la riqualificazione.
Il Monumento al maestro Jan Hus, opera di Ladislav Šaloun, venne inaugurato nella piazza nel 1915, in occasione dei 500 anni della morte di Jan Hus a Kostnice (si veda il documento Monumenti e statue).
Nel 1902 si tenne qui la manifestazione per il suffragio universale e il 14 ottobre 1918 il popolo richiese la fondazione della repubblica socialista libera. Nel febbraio 1948, l’allora presidente del consiglio Klement Gottwald proclamò al popolo, nel suo discorso dal balcone del Palazzo Kinský, l’intransigente programma di costruzione del socialismo in Cecoslovacchia e diede così inizio al lungo periodo di totalitarismo. I praghesi si ritrovano in questa piazza durante eventi importanti ancora oggi. Negli ultimi anni fu rinnovata la tradizione dei mercatini di Natale e Pasqua.
Durante i lavori di restauro dall’aprile 2007 la statua di Hus rimase coperta. Il restauro terminò prima della stagione turistica del 2009.
I binari del tram che portavano alla piazza da via Celetná e da via Parigi sono stati rimossi già nel 1960, il transito degli autobus è stato interrotto nel 1967. Nel 1979 fu rimosso anche il parcheggio pubblico. Fu deciso di fare della piazza una zona pedonale come la vicina via Celetná e fu così chiusa definitivamente al traffico. Rimase aperto al traffico soltanto il tratto tra via Parigi e la via Lunga (Dlouhá ulice). Oggi troviamo nella piazza, accanto al viale alberato dietro il municipio, soltanto carrozze con cavalli per il trasporto di turisti.
Nel 1987 fu terminata la ricostruzione della piazza. Fu rinnovato il luogo sacro dove furono giustiziati i 27 leader della resistenza ceca contro gli Asburgo nel 1621. Venne sostituita la pavimentazione dell’intera piazza per un totale di 23 000 m2. Sotto la piazza furono rigenerate tutte le reti ingegneristiche dell’area. Furono installati 29 lampioni nuovi con un totale di 200 lampadine. Sul luogo dove sorgeva l’ala nord del municipio, che fu distrutta durante le battaglie nella primavera del 1945, fu realizzato un piccolo parco. Nel 1998 questo luogo di riposo delle dimensioni di quasi 2000 m2 fu modificato mediante la piantagione di 51 aceri, l’installazione di panchine e di una nuova pavimentazione dai colori blu, rosso e bianco. La superficie della piazza supera di poco i 9000 m2. Grazie alla sua importanza, la Piazza della Città Vecchia fu proclamata monumento culturale nazionale nel 1962.

Edifici importanti della Piazza della Città Vecchia:

- Il Municipio della Città Vecchia (n. 1) si veda il documento dedicato. Dal municipio passiamo all’edificio di fronte.
- la Casa all’Angelo d’Oro (Dům U Zlatého anděla) (n. 29), una volta chiamata anche all’Angelo Nero, è una casa barocca che sorge presso la chiesa di S. Michele (sv. Michal), alla quale era annessa. All’inizio del XV secolo si trovava qui una cappella con la volta reticolata gotica. Nella parte alta della cappella fu rinvenuta una pittura murale dell’inizio del XV secolo raffigurante S. Procopio (sv. Prokop), S. Adalberto e S. Vito (sv. Vojtěch a sv. Vít), la quale fu rimossa, restaurata da František Sequens e conservata nel Museo della Città di Praga (Muzeum hl. m. Prahy). Nel 1594 c’erano già testimonianze di una casa più grande che sorgeva nello stesso luogo, nota dal 1684 come Casa all’Angelo e, dal 1726, come Casa all’Angelo Nero. Nella prima metà del XVIII secolo fu radicalmente rimaneggiata in stile barocco. A questa casa a due piani fu aggiunto il piano mansarda nel 1887. Sul lato sinistro della casa si trovava una viuzza che portava alla chiesa di S. Michele. Dopo l’abolizione della chiesa durante il periodo di Giuseppe II, la viuzza fu chiusa. La casa ha un bovindo sopra il portale in entrata, sul suo asse si trova un cartiglio con il dipinto di un angelo. La statua in pietra arenaria di S. Floriano all’angolo della casa è opera di Ignác František Platzer dopo il 1760. La casa è famosa anche grazie al ristorante Al Principe (U Prince).
- la Casa Vilímkovský (Dům Vilímkovský) (n. 28), nel 1462 registrata con il nome Casa da Cristoforo (Dům U Kryštofa), è l’ala posteriore dell’ex convento dei Serviti presso S. Michele. Negli anni 1472 – 1514, ci fu un’ampia ricostruzione in stile gotico, in seguito anche rinascimentale, e nella prima metà del XVIII secolo la casa fu rimaneggiata in stile barocco. Si tratta di un palazzo con la facciata tardo barocca, probabilmente opera di František Ignác Prée. Al pianoterra si trova un portale tardo rinascimentale della prima metà del XVII secolo.
- la Casa al Bue (dům U Vola) (n. 27) è situata all’angolo tra la Piazza della Città Vecchia e la via Melantrichova. È del primo medioevo, rimaneggiata in stile gotico e poi tardo gotico dal 1540. Ottenne il nome “al Bue” nel XV secolo secondo il suo proprietario Ochse, ma veniva chiamata anche “ai Smertoš“ (U Smertošů) e “al Leone Bianco” (U Bílého lva). Le modifiche in stile rinascimentale furono volute dal proprietario Martin Smertoš giovane dopo il 1609. Intorno al 1740 ci fu un significativo rimaneggiamento in stile barocco. Di questo periodo troviamo un frontone del primo Barocco sulla facciata. Inizialmente venne conservato anche il portale gotico del XV secolo, negli anni 1935 - 36 trasformato in vetrina durante l’adattamento della casa da parte dell’architetto Karel Roštík per il proprietario di allora, il commerciante di stoffe Kyncl. Sull’angolo dell’edificio nella nicchia al primo piano si trova una copia in pietra arenaria della statua di S. Giuseppe, opera di Lazar Widmann del periodo dopo il 1750. L’originale non si è conservato. La casa è collegata e supportata tramite due archi oltre la via Melantrichova con l’edificio di fronte, la Casa Štěpánovský.
- la casa ad angolo Štěpánovský (nárožní dům Štěpánovský) (n. 26) portava il nome del suo proprietario Štěpán z Kladska dell’inizio del XV secolo. Precedentemente veniva chiamata Na Kamenci. Inizialmente una casa romanica degli anni 1170 – 1200, fu rimaneggiata in stile primo gotico nella seconda metà del XIV secolo e, ampliata, poi, intorno al 1550 e, più tardi durante il Rinascimento. L’odierna facciata è del primo Barocco del XVII secolo con frontoni rinascimentali. Nel portico gotico del XIV secolo si trova un portale dell’inizio del XVI secolo. La casa è situata su un lotto di terreno profondo che si estende fino alla via Kožná.
- la Casa all’Oca Azzurra (Dům U Modré husy) (n. 25) era sin dal lontano passato la sede di un’antica osteria, ampi magazzini per il vino si trovavano qui già nel XVI secolo. Per lungo tempo fu conosciuta anche come Casa ai Bindr (dům U Bindrů) secondo l’enoteca dei Bindr, poi anche “all’Ometto” (U Človíčků) e “alla Stella Azzurra” (U Modré hvězdy). Sul luogo dove sorgeva una casa romanica del XII secolo, i resti della quale si sono conservati nel seminterrato, fu costruita una casa gotica a due piani nella seconda metà del XIV secolo. Di questo periodo rimangono l’atrio d’ingresso, il ripostiglio sul retro ed il passaggio verso il cortile. Fu importante il rimaneggiamento in stile primo rinascimentale degli anni 1546 - 71, a quando risale anche la volta del portico. Alla metà del XVII secolo la casa apparteneva a Daniel Voříkovský z Kunratic, eletto sindaco di Praga nel 1699, il quale probabilmente fece modificare la facciata per motivi rappresentativi. L’odierna facciata è in stile tardo barocco. Dopo il 1926 la casa fu collegata con la casa Štěpánovský.

- la Casa alla Volpe Rossa (Dům U Červené lišky) (n. 24) era originariamente romanica, poi rimaneggiata varie volte in stile gotico. Verso la fine del XVII secolo la casa fu rimaneggiata in stile primo barocco e a molti ricorda le costruzioni di Jean Baptiste Mathey. Di questo periodo è anche l’odierna facciata e la disposizione della casa. All’interno troviamo interessanti interni in intonaco e pitture. Manca lo stemma originale della casa che stava sulla facciata, al posto suo c’è oggi un rilievo dorato della Vergine Maria.
- la Casa alle Cicogne (Dům U Čápů) (n. 23) porta questo nome già dal XIV secolo, quando su di essa si trovavano appunto dipinti di cicogne. La casa è gotica, ampliata durante il Rinascimento verso la fine del XVI secolo. Fu significativo il rimaneggiamento in stile primo barocco prima del 1689. Risale a questo periodo l’odierna disposizione della facciata con un frontone che si estende su due piani. Come le case del circondario anche questa possiede un portico ed è situata su un lotto di terreno stretto e profondo, il quale si estende fino alla via Kožná. Nel 1945 durante gli scontri contro i nazisti un incendio danneggiò gli interni. Durante le successive riparazioni la casa fu collegata a quella vicina al numero 22, anche questa danneggiata dai nazisti.
- la casa al numero 22 nacque nel XVIII secolo dall’unione delle due case medievali singole dai nomi “alla Corona d’Oro” (U Zlaté koruny) e “al Cavallino d’Oro” (U Zlatého koníka). La casa a destra, oggi con un portico, era dal 1605 di proprietà del famoso antiquario Ottavio Strada di Rossberg, il quale fece apporre sulla casa il simbolo della Corona d’Oro. Prima del 1690 entrambe le case furono rimaneggiate in stile primo barocco. Nel 1767 le ottenne un solo proprietario, fino al 1770 erano collegate, furono rimaneggiate in stile tardo barocco e sulla parte destra della casa fu modificato il portico. Dopo l’incendio del 1945, la ricostruzione venne effettuata negli anni 1949 - 52. Manca lo stemma della casa.
- la Casa al Cammello d’Oro (U Zlatého velblouda) (n. 21) è l’ultima casa di questo blocco ed è ad angolo. La sua facciata più lunga è rivolta verso la via Železná. Anche questa casa nacque su un lotto di terreno occupato in origine da due costruzioni; una di queste – quella ad angolo – fu demolita durante una radicale ricostruzione nel 1858, il ché ha permesso l’allargamento dell’imbocco della via Železná. La casa fu rimaneggiata secondo il progetto di Jan Bělský ed ottenne un aspetto romantico. Nei sotterranei si è conservata un’ampia cantina gotica. Dalla prima metà del XIX secolo ebbe qui la sua sede per più di un secolo una famosa impresa di orologeria ed i loro proprietari, i Hainz, gestivano l’orologio astronomico della Città Vecchia.
- la Casa all’Unicorno (Dům U jednorožce) (n. 20), detta anche “all’Unicorno d’Oro” (U Zlatého jednorožce) o “al Cavallino Bianco” (U Bílého koníčka), si veda il documento dedicato.
- la Casa da Lazzaro (Dům U Lazara) (n. 19) è una casa gotica con il nucleo romanico della fine del XII secolo. Nella seconda metà del XVII secolo, quando la casa passò al priore dei Certosini a Valdice, fu effettuata un ricostruzione che gettò le basi dell’aspetto odierno. Nel 1803 fu aggiunto un balcone classicista sulla facciata che si estende su due piani. Sulla casa, in una cornice d’oro, si trova un quadro della Vergine Maria con Gesù Bambino.

- la Casa al Tavolo di pietra (Dům U Kamenného stolu) (n. 18) viene anche chiamata “al Soldo” (U Měny). Nel XIV secolo la vecchia costruzione fu rimaneggiata in stile gotico ed acquisì approssimativamente l’aspetto attuale. Prima del 1472 la acquistò Jiří z Poděbrad il quale aprì per un breve periodo un cambio valute, da qui il nome “al Soldo”. Dopo il 1724 l’edificio fu rimaneggiato in stile pieno barocco, furono aggiunti due piani, parte delle volte ed una facciata di qualità. Su questa, al centro del primo piano, si trova la pittura di S. Giovanni Elemosiniere (sv. Jan Almužník) in una cornice d’intonaco. Dopo il 1907 nella casa c’era il salone letterario di Berta Fantová, al quale partecipava anche Franz Kafka.
- la Casa all’Agnello di pietra (Dům U Kamenného beránka) (n. 17) ha conservato nei sotterranei i muri romanici e le cantine gotiche. Nel XIV secolo fu realizzato un nuovo edificio su quello vecchio e fu nuovamente rimaneggiato intorno al 1530, già nel primo Rinascimento. È di allora il portale in entrata, a quanto pare opera dell’officina di corte di Benedikt Ried. All’inizio del XVII secolo fu aggiunto un piano e sopra questo fu costruito un alto frontone tardo rinascimentale. Dal 1725, per un certo periodo, la casa fu di proprietà dell’architetto František Maxmilián Kaňka. Dalla seconda metà del XVIII secolo fino al 1945, si trovava qui la farmacia all’Unicorno Bianco (U Bílého jednorožce), la quale portava questo nome secondo lo stemma della casa del periodo intorno al 1530. Sulla lastra in pietra apposta sulla casa si trova un agnello con un corno e la figura di un uomo. La targa commemorativa all’ingresso ricorda che negli anni 1910 – 11 insegnò qui Albert Einstein. Nella casa c’era il salotto di Berta Fantová, dove si ritrovavano scrittori tedeschi e personaggi come Franz Kafka, Max Brod, Franz Werfel, Egon Ervin Kisch. La casa bruciò durante le battaglie del maggio del 1945 e gli interni furono ricostruiti.
- la Casa di Štorch (Štorchův dům) (n. 16): si veda il documento dedicato
- la Casa all’Unicorno Bianco (Trčkovský) (U Bílého jednorožce (Trčkovský)) (n. 15) con il portico si trova all’angolo della via Celetná. Fu costruita dalle fondamenta di due case romaniche le quali furono costosamente ricostruite nel XIV secolo. Il portico risale al periodo dopo il 1330. I proprietari Trček effettuarono un importante rimaneggiamento in stile rinascimentale, e grazie a loro la casa viene chiamata anche Trčkovský. Nel 1703 fu qui fondata la farmacia all’Unicorno Bianco, la quale fu trasferita mantenendo il suo nome nella casa al numero 17 verso la fine del XVIII secolo. Nel 1754 nacque nella casa Josefina Hambacherová, poi Dušková, famosa cantante, moglie del compositore František Xaver Dušek e amica di Wolfgang Amadeus Mozart. Nel 1770 fu realizzata la facciata barocca. Nella seconda metà del XIX secolo, quando la casa apparteneva a Šmolka, fu effettuato un rimaneggiamento in stile tardo classicista secondo il progetto di Jan Bělský e, furono rimossi, allora, i meravigliosi frontoni rinascimentali e sostituiti da un ulteriore piano. Recentemente i frontoni sono stati restaurati secondo l’aspetto originale.
- la Scuola di Týn (Týnská škola) (n. 14) è situata all’angolo tra la piazza e la via Týnská. Inizialmente, erano qui situate due case gotiche borghesi che furono unite all’inizio del XV secolo e, in seguito rimaneggiate in stile rinascimentale. Sulle facciate del cortile dell’edificio principale furono rinvenuti i resti di graffiti rinascimentali. Sull’asse centrale della facciata principale si trovava un affresco barocco del XVIII secolo con il motivo dell’Ascensione della Vergine Maria, il quale è stato poi rimosso. In cima alla facciata si trovano frontoni ad arco, in stile rinascimentale veneziano della metà del XVI secolo, quando la casa fu ampliata. Dalla fine del XIV secolo fino alla metà del XIX secolo si trovava qui una scuola parrocchiale presso la chiesa di Týn, nella quale insegnò anche il costruttore Matěj Rejsek verso la fine del XV secolo. Dopo l’abolizione della scuola, i suoi spazi furono adattati ad uso abitativo. Troviamo qui il portico gotico più antico di Praga.
- la Chiesa della Vergine Maria di Týn (Kostel Panny Marie Před Týnem) si veda il documento dedicato
- la Casa alla Campana di Pietra (Dům U Kamenného zvonu) (n. 13) si veda il documento dedicato
- il Palazzo Kinský (Golz – Kinský) (Palác Kinských (Golz – Kinských)) (n. 12) si veda il documento dedicato
- la Casa della Croce d’Oro (Dům Zlatý kříž) (n. 10) fu costruita nel 1906 dal costruttore V. Romováček al posto di una vecchia casa poi demolita durante la riqualificazione. Su richiesta del Comune, il progetto della facciata fu assegnato ad un affermato artista, l’architetto Richard Klenek di Vlastimil, il quale concepì i lavori in stile manierista: sopra il cornicione principale si trova un frontone con un timpano triangolare nel quale si trova un rilievo di un sole dorato con la croce al centro, ai lati del timpano ci sono vasi e in cima una rosa dei venti in metallo. Le finestre sono decorate con ricchi intonaci con motivi della vite e di altre piante. Al primo piano tra i pennoni si trova il simbolo di Praga. Nel 1939 la casa fu rimaneggiata per dell’Istituto di pompe funebri della città di Praga.
- la Casa all’Elefante (Dům U Slona) (n. 9) veniva chiamata anche “all’Elefante d’Oro” (U Zlatého slona) o Cukrovský. Già nel medioevo si trovava qui una locanda. A metà del XVII secolo ci fu un rimaneggiamento in stile primo barocco, poi nella seconda metà del XVIII secolo, quando era proprietario il conte Cukr di Tamfeld, in stile rococò. Allora apparve sopra il portale lo stemma dei Cukr che diede il nome alla casa. Nonostante le proteste del Club per la Praga Vecchia (Klubu Za starou Prahu) la casa fu demolita durante la riqualificazione degli anni 1904 - 05. Negli anni 1905 - 06 fu costruita una nuova casa secondo il progetto di František Schlaffer. che aveva una facciata neobarocca con ricchi intonaci al primo piano e sulla facciata in direzione della via Lunga. All’angolo della casa con portico c’è una finestra a sporto ad angolo, sostenuta dalla figura di Atlante.

- l’ex convento Paolino (n. 7) si trova nella parte settentrionale della piazza quasi di fronte alla Casa all’Elefante. Questa è l’unico edificio in questa parte della piazza che è rimasta uguale alla costruzione originale. Fu costruito dall’ordine dei Paolini quando nel 1626 ottennero in dono la vicina chiesa di S. Salvatore (si veda il documento dedicato), sequestrata ai Luterani tedeschi in seguito alla Battaglia della Montagna Bianca. I Paolini poi modificarono la casa adiacente che divenne il loro convento provvisorio. Comprarono poi un’altra casa che negli anni 1688 - 96 unirono alla prima. Realizzarono un vasto edificio del convento con una nuova facciata principale rivolta verso la piazza secondo il progetto di Pavel Ignác Bayer con la partecipazione del costruttore Giovanni Domenico Canevalle.
Su questa nuova facciata furono installate le statue di Matěj Václav Jäckl del 1696, le quali la ornano anche oggi. Si tratta delle statue di S. Gaspare de Bono (sv. Kašpar de Bono), dell’Arcangelo Raffaele, dell’Angelo Custode e della Beata Grazia di Valenza. Nella nicchia centrale si trova la statua del fondatore dell’ordine S. Francesco di Paola e sulla cima del frontone quella di S. Salvatore. Nel 1784 Giuseppe II (Josef II.) abolì il convento ed i religiosi se ne andarono. Si trovava poi qui la cavalleria della guardia e in seguito l’edificio fu assegnato alla zecca, la cui attività durò qui fino al 1857. Quando il Comune di Praga acquistò il convento fece demolire gli edifici adiacenti. Nel XIV secolo era qui situato il Palazzo Jošt nel quale visse anche la seconda moglie di Venceslao IV (Václav IV.) Sofia (Žofie).
Nel seminterrato sono conservate due stanze romaniche.
- il palazzo dell’ex Società di Assicurazioni Municipali (Palác bývalé Městské pojišťovny) (n. 6) è un complesso di edifici in stile secessionista e neobarocco costruito negli anni 1899 - 1901 secondo il progetto dell’architetto Osvald Polívka. La parte sinistra del palazzo, più stretta, dovrebbe ricordare l’aspetto della casa barocca che sorgeva qui, prima di essere demolita, detta “alla Stella d’Oro”. Il portale in marmo è decorato con piccole figure allegoriche rappresentanti le facoltà universitarie, opere di Ladislav Šaloun. La facciata sopra le finestre è decorata da conchiglie, putti e maschere; accanto al frontone sopra il quarto piano troviamo le sculture di due leoni seduti con la corona. La parte destra dell’edificio, più larga, è decorata dell’allegoria del Fuoco e dell’Acqua di František Procházka e Ladislav Šaloun. Nei frontoni degli archi sopra il quarto piano sono installate le statue “Chiamata d’allarme” (Volání na poplach) e “Lo spegnimento dell’incendio” (Hašení požáru) di Bohuslav Schnirch. Nell’arco del frontone grande si trova il mosaico con la principessa Libuše ed una figura in ginocchio davanti al panorama della città, opera di František Urban. Sopra l’arco dell’ingresso principale troviamo lo stemma di Praga in rilievo, sotto i balconi del secondo piano maschere e draghi, sopra le finestre rilievi con putti e sopra il terzo piano lo stemma incoronato della città con putti. La decorazione ornamentale in intonaco della facciata fu realizzata da František Kraumann. Nel corridoio di fronte all’entrata c’è una fontana con una statua metallica di una fanciulla in un canneto, opera di Ladislav Šaloun, intesa come allegoria dell’Acqua. Nel cortile è situato l’edificio del nuovo salone: una grande costruzione in ghisa del 1909. Alla società di assicurazioni apparteneva anche il condominio costruito in via Salvatore (Salvátorská ulice) negli anni 1909 - 10.
- la Casa al numero 5 (Dům č. 5) all’angolo di via Parigi sostituì le due pregevoli costruzioni che furono rimosse nel 1895 durante la riqualificazione della Città Vecchia. Negli anni 1896 – 97, fu costruito al loro posto un condominio neobarocco con un ristorante e negozi, secondo il progetto di Otakar Materna e del professore all’università tecnica Rudolf Kříženecký. Su richiesta della città, furono usati dettagli decorativi barocchi della casa originale e del convento dei Paolini. Nel maggio 1945 la casa fu danneggiata durante le battaglie per il Municipio della Città Vecchia (Staroměstská radnice) e, dopo la guerra, fu ricostruito dagli architetti Jaroslav Stránský e Karel Storch. La casa presenta una finestra asporto sull’angolo smussato al secondo e terzo piano, supportata da Atlanti di dimensioni soprannaturali, opere di Vilém Amort. Sulla facciata che dà su via Parigi, in una nicchia si trova la statuetta di Bacco, opera di Jindřich Říha. L’entrata dal lato della piazza è delimitata da colonne ioniche con sculture allegoriche di Vilém Amort, le quali rappresentano la contesa tra la vecchia e la nuova edilizia. Al secondo piano sopra l’entrata si trova un rilievo di un angelo con un medaglione, il cui autore è probabilmente Jindřich Říha.

 

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