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Bellevue

L'edificio fu costruito nel XIX secolo in stile rinascimentale olandese. Per la sua posizione gli è stato dato il nome di "Bellevue" (bella vista). Il panorama eccezionale del fiume Moldava e di Hradčany arricchisce la perfetta armonia degli ottimi vini e dei piatti esclusivi serviti nell’atmosfera tranquilla ed intima del ristorante di lusso che porta lo stesso nome.

Bellevue, Smetanovo nábřeží 18, Praha 1 - Staré Město, 110 00

La storia dell'edficio

La casa Bellevue sul lungofiume di Smetana è stata chiamata così in quanto ha una delle piú belle viste di Praga, del fiume Moldava e di Hradčany: Bellevue è una parola francese che significa “bella vista”. Lo stesso nome è stato dato al caffè, che fu aperto lì dall’imprenditore Filipi, dopo il completamento dell’edificio. Precedentemente le terme Papoušek si trovavano lì. Durante la costruzione del ponte a catena e del terrapieno, tutti i monumenti presenti furono rilevati: case, bagni, mulini e recinti.
Dopo il completamento del fiume e del terrapieno, le fila delle case residenziali in affitto furono costruite, dal 1849, secondo il progetto dell’architetto Bernard Gruber. Le case furono progettate uniformemente in un complesso del tardo Classicismo. Si sono potute costruire lì solo case a due piani, la cui regola fu totalmente infranta dall’architetto Konstantin Mráček, mentre progettava la casa Bellevue alla fine di questa fila, nella zona triangolare tra il terrapieno Smetana e Via Karoliny Světlé. La casa dalla facciata chiara e dai mattoni rosso scuro ha tre ale. A causa del terreno piú alto nel terrapieno, l’ala sulla riva ha cinque piani, mentre l’ala che si affaccia su Via Karoliny Světlé ne ha sei.
Le facciate delle tre ali sono suddivise da balconi, piccole torri, finestre a golfo e arcate. All’interno sono conservati numerosi ornamenti architettonici. La facciata principale si affaccia sul fiume mentre la veranda dell’ex Bellevue Cafè, dove oggi c’è il ristorante con lo stesso nome, si rivolge al lato nord.
Una volta, sotto il tetto, all’ultimo piano, c’erano studi di pittura. Il pittore Oskar Kokoschka lavorava in uno di questi, quando nel 1934, si rifugiò a Praga fuggendo dall’Austria, a causa della diffusione del Nazismo. Nel 1938, dopo il trattato di Monaco, lasciò perfino Praga e si ritirò a Londra. Piú tardi, il pittore Jiří Trnka prese il suo posto allo studio. La terza ala conduce su Via Poštovská. All’angolo nord-est dell’edificio c’è un’imponente torre prismatica che ha in cima, sotto il tetto, una galleria coperta con una balaustra di pietra. Una finestra a golfo alta e sottile che termina con un tetto a cono fu costruita in aggiunta alla torre.

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