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Casa Municipale (Obecní dům)

Questo edificio in stile Liberty, edificato tra il 1905 ed il 1911, è un esempio di abilità e qualità artistica ed artigianale senza precedenti. La caffetteria, il Ristorante Francese ed il Ristorante Pilsner, il Bar Americano, il Salone del Sindaco e la Sala da Concerti Smetana sono magnifici interni in stile Liberty, decorati da artisti e scultori importanti come A. Mucha, J. Preisler, L. Šaloun e altri. Agli amanti dello stile Liberty è stata dedicata una visita guidata dell’intero edificio.

Casa Municipale (Obecní dům), náměstí Republiky 5, Praha 1 - Staré Město, 111 21
Web: http://www.obecnidum.cz, indirizzo e-mail: info@obecnidum.cz
tel.: +420222002101, +420222002107

Prezzo d'ingresso

di base

290 CZK

ridotto

240 CZK

familiare

500 CZK

Itinerario di visita:
Sala di Smetana - Pasticceria – Salone della Moravia Slovacca - Salone di Božena Němcová – Salone orientale – Sala di Grégr – Sala di Palacký – Sala del sindaco – Sala di Riegr – Sala di Sladkovský – Bar americano

Il listino completo dei prezzi dei biglietti, le prenotazioni e i termini previsti delle visite si trovano qui

Centro d'informazioni

  • programmi nella Casa Municipale
  • prevendita dei biglietti: visite guidate, concerti, mostre
  • vendita di souvenir ed oggetti ricordo turistici 
  • aperto tutta la settimana: 10.00 – 20.00

 

 

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Programma

La storia dell'edficio

La Casa Municipale (Obecní dům) è situata sul luogo dove sorgeva la sede reale detta Corte Reale (Králův dvůr). Essa fu una costruzione del periodo di Venceslao IV (Václav IV), edificata intorno al 1383, adibita a dimora reale provvisoria del re Sigismondo (Zikmund). Qui, morí Ladislav Pohrobek e, da qui, partì il corteo dell’incoronazione di Jiří z Poděbrad. La sua permanenza è ricordata da una targa in bronzo. Dopo il 1490, però, gli Jagelloni trasferirono la loro sede a Buda e, nel 1515, abbandonarono la Corte Reale. Nel 1631 fu acquistata dal cardinale Arnošt Vojtěch Harrach, il quale fece istituire il seminario arcivescovile (dal 1636). Il seminario fu trasferito al Klementinum dopo l’abolizione dell’ordine dei Gesuiti ed i suoi edifici passarono all’erario militare. La caserma della Corte Reale rimase qui fino al 1869, in seguito fu adibita a scuola per cadetti. La Corte Reale fu demolita negli anni 1902 - 1903. L’intento del municipio di Praga era di costruire un edificio rappresentativo e, il desiderio dell’associazione boema più importante, quella del Circolo Borghese (Měšťanská beseda), di allargare i propri spazi grazie ai soldi della città, era alla base della costruzione del nuovo edificio, che avrebbe rappresentato la capitale del regno e supportato la vita sociale boema. Nel 1902 il consiglio comunale approvò la costruzione e, nel 1903, fu approvato l’acquisto del terreno accanto alla Porta delle Polveri (Prašná brána). Nel 1904 venne approvato il progetto e, nel 1905, iniziarono i lavori. La costruzione ebbe luogo negli anni 1905 – 1911, secondo il progetto degli architetti Antonín Balšánek e Osvald Polívka, come centro della vita culturale boema, in contrapposizione alla non lontana Casa Tedesca, al casinò e alla promenade tedesca situata su Na Příkopě. La costruzione fu inaugurata il 9. 8. 1905 dai costruttori František Schlaffer e Josef Šebek. Nel novembre 1911 fu aperta la mostra delle tre maggiori associazioni artistiche boeme – l’Unione delle belle arti (Jednota výtvarných umění), l’Associazione degli artisti Mánes (Spolek výtvarných umělců Mánes) e il Gruppo degli artisti (Skupina výtvarných umělců). La casa fu definitivamente collaudata il 22. 11. 1912, diventando cosí il centro della vita sociale ed il luogo di importanti avvenimenti storici. A testimonianza di ciò, si trova qui una targa in bronzo di Ladislav Šaloun, situata all’esterno, vicino alla Porta delle Polveri. Il 6. 1. 1918 fu qui approvata la cosiddetta Dichiarazione dei Tre Re (Tříkrálová deklarace), che richiedeva la formazione dello stato indipendente cecoslovacco. In aprile fu scritto il Giuramento Nazionale (Národní přísaha) nel Salone Smetana (Smetanova síň) e, in giugno, venne istituito il Comitato Nazionale Cecoslovacco (Národní výbor československý) nel Salone Grégr (Grégrův sál), l’abbozzo del futuro parlamento e governo. Dal balcone dinanzi il Salone del Sindaco (Primátorský sál) fu proclamata la Repubblica Cecoslovacca il 28. 10. 1918. Contemporaneamente venne emanata la prima legge della nuova repubblica e, dal 28. 10. al 13. 11. , si riuní qui il Comitato Nazionale come primo parlamento e governo dello stato. Una delle due targhe nel Club Boemo (Český klub) commenta questi avvenimenti con le parole: "...Si esaudì qui la parola di Komenský: il tuo governo ritornerà a te, popolo ceco" ("...Zde naplnilo se slovo Komenského: Vláda věcí Tvých se k Tobě vrátí, lide český"). Gli anni ´20 e ´30 furono il periodo di massima gloria della Casa Rappresentativa di Praga (Pražský reprezentační dům), come veniva allora chiamato l‘edificio. Vi si tenevano balli, feste, congressi professionali, mostre dei maggiori artisti, di associazioni e di società. Nel novembre 1989, nel Salone Smetana, si unirono allo sciopero studentesco gli attori e si tenne qui il primo incontro tra Václav Havel e l’allora presidente del consiglio Ladislav Adamec. La Casa Municipale è situata su un lotto di terreno di circa 14 000 m2, la superficie edificata ha le dimensioni di 4214 m2, il volume totale della costruzione è di circa 14 000 m3. L’edificio conta circa 1240 stanze. All’esterno la Casa Municipale è un residuo dello storicismo del XIX secolo, combinazione di pseudo Rinascimento e pseudo Barocco, in generale è però considerata come un importante esempio del secessionismo praghese. Tutta la costruzione è una prova di maestria e qualità artistica ed artigianale senza precedenti, come anche di modernità se si pensa al bagaglio tecnologico super moderno, all’epoca senza eguali in Europa centrale. Si trovavano qui 28 ascensori elettrici ed idraulici, un sistema di aerazione con comando a distanza, una posta pneumatica, un aspiratore centrale, una moderna centrale telefonica, una macchina per fare il ghiaccio, una cella frigorifera e le cucine più moderne. C’era anche uno dei più grandi organi elettro-pneumatici di tutta la monarchia. Per la prima volta furono qui utilizzati in grande misura il linoleum (all’epoca segno di progresso), l’ottone ed altri materiali. Negli interni sono rappresentate tutte le arti conosciute e, i loro prodotti testimoniano il senso per la bellezza e per l‘utilità: vetrate, orologi, pannelli in legno e ceramica, marmi naturali ed artificiali, gruppi di mobili, specchi, mantovane, coperture del riscaldamento e del sistema di aerazione, e soprattutto gli assiemi di lampade in metalli colorati e vetro (la maggior parte di queste furono eseguite secondo il progetto di František Anýž dalla ditta Křižík. La Casa Municipale era l‘espressione dell’autostima e della fiducia in se stesso del popolo ceco, era concepito come sua celebrazione. Ne era testimonianza anche la spettacolare decorazione ed i nomi dei saloni, di motivazione politica. Sopra l’ingresso massiccio decorato in stile secessionista si trovano mosaici a lunetta di Karel Špillar, che rappresentano l’apoteosi di Praga. Sul cornicione sopra di essi c’è una scritta, una citazione di Svatopluk Čech: "Stammi bene Praga! Sfida il tempo dell’ira come resisti a tutte le tempeste!" ("Zdar Tobě Praho! Vzdoruj času zlobě, jak odolalas bouřím všem!") ed il simbolo della città di Praga. Ai lati si trova il gruppo di statue l‘Umiliazione del popolo e la Resurrezione del popolo (Ponížení národa e Vzkříšení národa) di Ladislav Šaloun. Sotto al mosaico c’è un balcone con tettoia sorretto da colonne, a cui si accede dal Salone del Sindaco; le colonne terminano con figure in bronzo di tedofori con lampade elettriche di Karel Novák. Tra la finestre del primo piano troviamo pilastri in intonaco con medaglioni in rilievo, nei quali gli scultori Josef Pekárek, Gustav Zoula, E. Pickardt e Antonín Štrunc hanno raffigurato le tipologie dei costumi boemi. All’angolo presso la Porta delle Polveri si trova la statua del suo costruttore Matěj Rejsek di Čeněk Vosmík, nell’attico, la scultura dello Spirito della storia (Duch dějin) di František Rous e all’altezza del primo piano, l’angolo è collegato con un corridoio coperto dalla Porta delle Polveri. L’angolo dell’ala destra monta semi figure di Antonín Štrunc – allegorie della Letteratura, dell‘Edilizia, della Scultura e della Pittura. Il grande frontone di fronte alla via U Prašné brány è decorato dalle semi figure del Seminatore (Rozsévač) e della Mietitrice (Žnečka) di Antonín Mára, la facciata laterale del primo piano, dalle semi figure del Pifferaio (Dudák) e dell‘Ondina (Rusalka) di František Úprka e, sopra il cornicione principale si trovano le semi figure della Musica (Hudba) e del Dramma (Drama) di Josef Mařatka. La cupola del vestibolo in entrata è decorata dalle figure della Fauna e della Flora di Bohumil Kafka. A sinistra del vestibolo c’è l’entrata nella caffetteria, i cui muri sono rivestiti in mogano. Di fronte all’ingresso si trova il palco e la nicchia con una fontanella di Osvald Polívka con la scultura della Ninfa di Josef Pekárek. È qui presente la climatizzazione originale. A destra del vestibolo si trova il Ristorante Francese, costruito secondo il progetto di Osvald Polívka nel quale è conservata la pittura di Josef Wenig "Praga che dà il benvenuto ai suoi ospiti" (Praha vítající své hosty) e le figure del "Luppolo e della Vite" (Chmelařství a Vinařství) rappresentate da un giovane e da una fanciulla. L’arco sul fronte della stanza, decorato con simboli e con un orologio in ottone con lenti in vetro, conduce nel salotto (podium). Qui si sono conservati la tappezzeria originale e i quadri di Hradčany e del Nuovo Mondo (Hradčany e Nový svět) del pittore A. Zahel. Nel seminterrato sotto la caffetteria si trova la cantina (322 m2), una stanza con volte a botte e rivestimenti in ceramica, sopra l’entrata del bar si trova il rilievo in ceramica delle scimmie attorno alla botte. Le finestre (vetrate) mostrano motivi di foglie di vite e dell‘uva. La cantina non è solitamente aperta, è possibile soltanto affittarla. Sotto al vestibolo c’è il Bar Americano (73 m2) con rivestimenti in ceramica nera; alla sua decorazione ha partecipato Mikoláš Aleš con la collezione di immagini incorporate nelle pareti e con le immagini nelle nicchie de La Contadina con le oche (Selka s husami), L‘Accolito con la lepre (Náhončí se zajícem), Il Giovane con il maiale (Hoch s prasetem), Il Martedì grasso (Masopustní úterý), Il banchetto all’osteria (O posvícení v hospodě), A cavallo (Na koně) ed Il Passaggio del nobile signore all’osteria (Průjezd urozeného pána k hospodě)). Le immagini sono repliche di A. Naumann, in parte del 1921, in parte di anni successivi. Il bancone in marmo fu costruito secondo l’originale negli anni ´90. La cupola è decorata dalla cosiddetta pioggia d‘oro. Sotto al Ristorante Francese c’è la birreria Plzeňská lidová restaurace – uno spazio con volte a botte decorato da dodici stemmi in ceramica delle città boeme e morave, e rilievi in ceramica. Presso l’ingresso del bar si trovano le immagini Šohaj e Dívka di Jakub Obrovský ed il mosaico del Raccolto Boemo (České žně) dello stesso autore. Le finestre (vetrate) con i motivi delle spighe e del luppolo sono originali. Il mobilio risale agli anni ´30. Nel mezzanino si trova il cosiddetto tratto per uomini – una sala da biliardo e per giochi di carte (le donne avevano inizialmente accesso soltanto ai tavoli per i giochi di carte) e lo spogliatoio centrale. Gli ascensori del Sindaco e del Presidente di fronte allo spogliatoio centrale, realizzati secondo il progetto di O. Polívka e J. Prokopec, sono straordinariamente conservati e sono stati messi in funzione nell’ambito dell’ultimo restauro. Sono utilizzati soltanto per visite di alto rango. Il Salone Smetana (897 m2) , opera dell‘architetto Antonín Balšánek, occupa lo spazio centrale del primo piano e di tutta la Casa Municipale. Le pitture sul soffitto sono opera di František Ženíšek, la decorazione in intonaco di Karel Novák. L’arco del proscenio è decorato ai lati dai gruppi di statue I Balli Slavi (Slovanské tance) e Vyšehrad di Ladislav Šaloun, sul balcone sono posti medaglioni con ritratti di compositori di Antonín Štrunc, Antonín Mára e Karel Novák (a sinistra František Škroup, Vilém Blodek, a destra Karel Bendl, Zdeněk Fibich, sopra l’entrata principale Jan z Holešova, Bohuslav z Čechtic, Kryštof Harant z Polžic, Václav Jan Tomášek). Le nicchie sul balcone coi motivi della Musica (Hudba), del Ballo (Tanec), della Poesia (Poezie) e del Dramma (Drama) sono state dipinte da Karel Špillar. Fanno parte dell’accessoriato originale gli specchi, le vetrate colorate nel soffitto ed i tessuti secessionisti, mentre le poltrone sono state aggiunte durante l’ultimo restauro, prodotte in Italia come repliche libere di quelle originali. L’organo è decorato dal medaglione di Bedřich Smetana, opera di František Hergesel, ha 4 manuali e 89 registri. È stato restaurato da una ditta tedesca. Nella Sala Smetana inizialmente operava per lo più l’Orchestra Filarmonica Boema (Česká filharmonie) e, dal 1942, la sala divenne il principale luogo d’azione dell’Orchestra Sinfonica della città di Praga FOK (Symfonický orchestr hl. m. Prahy FOK), che vi opera ancora oggi. Il Salone Smetana è il luogo dove usualmente si tengono i concerti più importanti della Primavera di Praga (Pražské jaro), sin dal suo inizio nel 1946. La disponibilità di posti a sedere durante i concerti è di 1259 posti. L’architetto Osvald Polívka si è occupato delle soluzioni architettoniche degli altri spazi del primo piano. Questi sono: il Salotto dei direttori d’orchestra (Dirigentský salonek) – ex retrobottega della pasticceria, la Pasticceria (Cukrárna) (108 m2) con gli stucchi di Karel Novák e con il quadro Vista sulla città di Tábor (Pohled na město Tábor) di Václav Jansa. Il salotto Slovácký (Slovácký salonek) (54 m2) attinge dai temi dell’arte popolare: perline, soprammobili, ricami. Lo splendido acquario è stato rinnovato durante l’ultimo restauro. Il Salotto di Božena Němcová (Salonek Boženy Němcové) (54 m2) ha una fontanella funzionante in ceramica con la statuetta di Božena Němcová (soltanto una replica, l‘originale è andato perduto negli anni ´70). Il Salotto Orientale (Orientální salonek) (55 m2) è rivestito in legno, le carte da parati sono in tessuto, i soprammobili sono colorati come anche l’intonaco del soffitto. Dal salotto si passa al corridoio che collega il Municipio e la Porta delle Polveri. Il muro della Porta delle Polveri è incorporato negli interni del Municipio. Nel Salone di Grégr (Grégrův sál) (180 m2) si trova il busto di Julius Grégr, opera di Emanuel Hallmann. František Ženíšek ha dipinto sul soffitto il trittico La Vita, la Poesia e la Morte (Život, Poezie a Smrt) e sulla parete di fronte alle finestre il trittico La Canzone d’Amore, il Canto di Battaglia ed il Canto Funebre (Píseň milostná, válečná a pohřební). Il balcone basso serviva per l’orchestra da ballo. Il Salone Palacký (Palackého sál) (86 m2) presenta dipinti di Jan Preisler. Sulle pareti ha dipinto temi storici, sul soffitto un quadro simbolico di una fanciulla e di un giovane con uccelli in volo. Tra le finestre c’è il busto di Myslbek (Myslbekova busta), opera di František Palacký. Il Salone del Sindaco (Primátorský sál) (95 m2) con la pianta circolare è stato decorato da Alfons Mucha. Siccome teneva molto a questo incarico abbassò il prezzo, provocando così rancore tra i suoi colleghi. Sul soffitto ha dipinto il quadro sul tema l’Armonia Slava (Slovanská svornost) e sulle pareti tra le lunette otto figure con i temi La Militanza (Bojovnost - Jan Žižka), La Fedeltà (Věrnost - Jan Amos Komenský), La Forza (Síla - Vojtěch z Pernštejna), La Vigilanza (Ostražitost - Chod), La Severità (Nepoddajnost - Jan Roháč z Dubé), L’Indipendenza (Samostatnost - Jiří z Poděbrad), La Giustizia (Spravedlnost - Jan Hus) e La Saggezza Materna (Mateřská moudrost - sv. Ludmila). Tre immagini nelle lunette si basano sulle scritte: Umiliata e torturata - verrai resuscitata, grande patria (Pokořená a zmučená - vzkříšena budeš, širá vlasti); Santa madre del tuo popolo figlio accogli l’amore e l’entusiasmo e dinanzi all’entrata con Forza per la libertà, con amore per la fedeltà (Syna svého svatá matko národa přijmi lásku a nadšení a nad vstupem Silou k svobodě, láskou k věrnosti). Si trovano qui panche in pelle con schienali secondo i progetti di Mucha (il motivo della corona ceca e del pianto per la distruzione della patria (Česká koruna a Pláč nad zkázou vlasti)), poi tessuti decorativi sempre di Mucha con ricami in corallo e oro con frange, vetrate colorate sul tema dei serpenti e della colomba e, griglie decorative in ottone sotto agli specchi. Dal salone è possibile accedere al balcone con i tedofori. Segue il Salone Riegr (Riegrův sál) (83 m2) col busto di Myslbek ad opera di František Ladislav Riegr e con dipinti di Max Švabinský con le massime figure boeme sul tema La Primavera della letteratura boema (Jaro české literatury - Čech, Zeyer, Němcová, Neruda e Vrchlický) e La Primavera dell’arte boema (Jaro českého umění - Smetana, Dvořák, Aleš, Myslbek, Mánes). Si trova qui la targa con una parte del discorso di František Ladislav Riegr mentre affronta il dibattito durante l’assemblea del Regno Boemo del 1867. Nel Salone Sladkovský (Sladkovského sál) (208 m2) si trova il busto di Karel Sladkovský, opera di Ladislav Kofránek ed il dipinto paesaggistico di Josef Ullmann. Dal secondo piano è possibile accedere ai balconi del Salone Smetana. Anche qui troviamo saloni espositivi, in particolare lo spazio circolare del Salone Hollar e due saloni oblunghi con soffitti in vetro. Durante l’ultimo restauro fu rinnovato l‘Appartamento dei direttori d‘orchestra (Dirigentské apartmá), con una veduta unica sul panorama di Hradčany per gli ospiti importanti di Praga. Nel 1998 fu inoltre rinnovato il cosiddetto Club Boemo (Český klub), uno spazio che veniva utilizzato durante la prima guerra mondiale dai deputati e dai partiti politici ed il quale presentava un eccezionale arredamento primo cubista progettato da Josef Chochol. In una stanza si trovano le copie del prezioso mobilio originale, che è, grazie al suo inestimabile valore, un reperto museistico. Nel Club Boemo, Alois Rašín preparò la bozza della prima costituzione cecoslovacca. Nel 1999 vennero poste davanti al Club Boemo le ritrovate e rinnovate lunette di Praga vista dai Giardini Riegr (Praha z Riegrových sadů) di Jaroslav Panuška, Praga vista da Podbada (Praha od Podbaby) di Roman Havelka, Praga vista dalla Libeň (Praha od Libně) di Václav Jansa e Il Crepuscolo serale su Hradčany (Večerní soumrak nad Hradčany) di Jindřich Tomec. Originariamente erano poste sulle pareti della birreria Plzeň della Casa Municipale (Plzeňské hospody Obecního domu) e furono trovate nella cantina del Castello di Troja (Trojský zámek). La caffetteria, il ristorante, il bar e la birreria sono abitualmente accessibili, i singoli saloni e salotti e le altre stanze si possono visitare nell’ambito di visite pagate con guida. Il complesso è stato rimaneggiato diverse volte. L’ultimo ampio restauro negli anni 1994 – 97, secondo il progetto dell’Associazione degli architetti per la ricostruzione della Casa Municipale (Sdružení architektů pro rekonstrukci OD) (ne facevano parte l’architetto accademico Martin Němec, l‘ingegnere architetto Alexandr Gjurič, l‘ingegnere architetto Karel Frankl), riportò l’edificio allo stato originale del 1912. I costi ammontarono a 1,75 miliardi di corone ceche. Non fu restaurato soltanto l’edificio, ovvero il rivestimento ed ad esempio i tetti - per un totale di dodici - ma anche le decorazioni e le opere d’arte furono rinnovate o sostituite secondo le foto d‘epoca. Vennero rinnovati o rifatti molti oggetti rovinati, lampadari, tendaggi, tende, mobili e attrezzature tecniche. Il 1. 1. 2008 fu aperta la sala da biliardo secessionista al piano sopra la caffetteria con vista sulla Porta delle Polveri. Nel 1989 la Casa Municipale fu dichiarata monumento nazionale.

 

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