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Giardino dei Kinský (Zahrada Kinských)

Questo giardino di 22 ettari si trova sui pendii meridionali e sud-orientali della collina di Petřín ed è separato dagli altri giardini dal Muro della Fame, edificato sotto il regno di Carlo IV. In origine, questa zona era ricoperta di boschi, poi, nel Medioevo, di vigneti. Negli anni trenta del XIX secolo, il giardino fu modificato in stile inglese. Qui si trovano, tra l’altro, la chiesetta greco-cattolica in legno di San Michele e la Residenza Estiva dei Kinský, con l’esposizione etnografica del Museo Nazionale.

Giardino dei Kinský (Zahrada Kinských), náměstí Kinských, Praha 5 - Smíchov, 150 00

  • Il giardino é liberamente accessibile
  • L’ingresso si trova in piazza Náměstí Kinských, in via Šermířská, in via Na Hřebenkách

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La storia dell'edficio

Il giardino con l’area di quasi 22 ettari è situato sulla pendenza meridionale e sud-orientale della collina di Petřìn ed è separato dagli altri giardini di Petřìn dal Muro della fame. L’ingresso principale è su piazza Kinských.
Originariamente, qui, nel Medioevo, c’erano delle foreste seguite da vigneti, la maggior parte di proprietà del monastero. I nomi del vigneto p.e. Paradiso o V kartouzích (come il monastero dei Certosini) sono noti. In seguito furono stabiliti qui insediamenti e cortili. Dopo la guerra dei Trent’anni il posto era desolato. Nel 1828 Růžena Kinská comprò le terre e, suo figlio Rudolf Kinský, fondò qui il giardino in stile inglese, progettato dal direttore economico František Höhnl.

Esso fu esteso e modificato nel 1848 e, di nuovo, dal 1860 al 1861, dall’architetto Bedřich Wünscher, il quale lavorò 62 anni per la famiglia Kinsky. Nel 1831 la costruzione della casa estiva nello stile classicista fu completata dall’architetto Viennese Heinrich Koch, furono realizzati il modellamento e la piantagione del terreno e, un tunnel lungo 380 metri, fu collegato alla sorgente dei due nuovi laghetti creati con una cascata tra loro. Furono costruiti, inoltre, una rimessa di carrozze chiamata Švýcárna e, dieci serre per piante tropicali e subtropicali. I lavori dell‘edificio nel giardino furono completati dalla moglie di Rudolf Kinsky, Wilhelmine, dopo la sua morte, causata da una caduta da cavallo. Allo stesso tempo il giardino venne aperto due volte a settimana, mentre i biglietti furono venduti nel Palazzo di Kinsky. Un discendente dei fondatori voleva lottizzare il giardino e vendere i terreni per la costruzione di blocchi di appartamenti, ma ciò fu impedito dalla Città di Praga, che comprò il giardino nel 1901, lo aprì al pubblico nel 1908 e lo ricoltivò.

La Città di Praga diede in prestito la casa estiva di Kinsky alla Società Etnografica Cecoslovacca per le esposizioni della grande Mostra Etnografica, realizzata a Praga nel 1895, in questo modo fu fondato il Museo etnografico, aperto al pubblico nel 1903 (guarda il documento separato Casa estiva di Kinsky) . Il giardino fu programmato per essere trasformato poi in un parco etnografico spettacolare, ma in definitiva esso diventò solo una location per alcuni pezzi. Un esempio è il campanile di legno del XVIII secolo, un calvario con una piramide a meridiana e decorazioni artistiche sotto forma di colonna della peste. La lancia sul ventre del Cristo e la freccia nel corpo di San Sebastiano servivano a far scendere l’ ombra sul quadrante dell’orologio. In origine, a quanto si dice, la colonna si trovava a Žižkov al posto dell’attuale chiesa di San. Prokop che commemora l’epidemia della peste.

Nella parte bassa del giardino si trovava un padiglione espositivo di SVÚ Mánes, che fu in seguito demolito, nel 1902 si tennero qui la famosa mostra delle opere dello scultore francese Auguste Rodin e molte altre. Anche la statua di Karel Dvořák, chiamata La ragazza di quattordici anni fu creata lì nel 1926. Oggi è situata nel deposito del Museo della Città di Praga Capitale. Vicino la casa estiva, in occasione del settimo anniversario della morte dell’attrice Hana Kvapilová, fu collocata la sua statua, opera di Jan Štursa del 1913, sotto la quale c’era l‘urna con le sue ceneri. In occasione del decimo anniversario dell’annessione della Rutenia Carpatica alla Cecoslovacchia, la chiesa Greco – Cattolica di legno di San Michael del 1750 fu trasferita qui da Medvedovce, vicino Mukachevo. Nel 1939, la statua barocca di Ercole del tardo XVII secolo, fu trasferita da Kampa nel lago inferiore, oltre la casa estiva, mentre la scultura della foca di Jan Lauda, del 1953, fu collocata nel lago superiore.
Alla fine di marzo 2010 fu completata la lunga e progressiva ricostruzione.

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