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Museo Nazionale della Tecnica (Národní technické muzeum)

La sede di questo museo è il monumentale edificio funzionalista, ristrutturato di recente, situato nei pressi dei Giardini di Letná. Il museo è stato fondato nel 1908 e in oltre cento anni sono state create grandi collezioni che documentano lo sviluppo di molti settori tecnici, delle scienze naturali, delle scienze esatte e dell'industria. Le 14 esposizioni permanenti e temporanee presentano oggetti da collezione eccezionali.

Museo Nazionale della Tecnica (Národní technické muzeum), Kostelní 42, Praha 7 - Holešovice, 170 00
Web: http://www.ntm.cz, indirizzo e-mail: info@ntm.cz
tel.: +420220399111, +420220399101

Orario di apertura

Gennaio – Dicembre

Martedì
09.00 – 17.30
Mercoledì
09.00 – 17.30
Giovedì
09.00 – 17.30
Venerdì
09.00 – 17.30
Sabato
10.00 – 18.00
Domenica
10.00 – 18.00

Prezzo d'ingresso

di base

190 CZK

ridotto

90 CZK

familiare

420 CZK

Nell’esposizione Architettura, edilizia e design vengono presentate le più importanti opere architettoniche dei paesi cechi dal 1860 al 1989.

L’esposizione Astronomia è concepita come uno spazio infinito dell'universo pieno di stelle radiose – oggetti da collezione unici.

Nell’esposizione Trasporti viene presentato, in storie individuali, lo sviluppo storico del trasporto automobilistico, motociclistico, ciclistico, aereo, marittimo e ferroviario e delle attrezzature antincendio.

Lo sviluppo della fotografia, la sua applicazione ed influenza dal XIX secolo fino ai giorni nostri vengono presentati assieme ai processi fotografici di base e la loro evoluzione in uno studio fotografico stilizzato situato nell’esposizione Foto cinema.

L’esposizione Tipografia rievoca l'atmosfera autentica di una stamperia, presenta lo sviluppo delle principali tecnologie di stampa e segue il loro sviluppo dalla scoperta della stampa dei libri sino ai giorni nostri.

L’esposizione intitolata La tecnica nelle case offre uno sguardo retrospettivo di diversi periodi di tempo concepiti dai giorni nostri sino alla metà del XIX secolo.

Il tema principale dell’esposizione intitolata La chimica attorno a noi è la storia dell’incontro dell’uomo con la chimica durante il giorno. L’esposizione presenta anche i metodi di lavoro nei laboratori del passato e del presente.

L’esposizione intitolata Misurazione del tempo presenta lo sviluppo tecnico della cronometria. Una particolare attenzione è posta sullo sviluppo degli orologi domestici, le cui origini vengono documentate già durante il regno dei Lussemburgo.

I macchinari e le attrezzature minerarie nel corso della storia vengono presentati dall’esposizione intitolata Industria mineraria. L'elemento più importante di questa esposizione è la riproduzione di una miniera di carbone e di minerali degli anni cinquanta del XX secolo, i cui corridoi raggiungono una superficie di 350 m².

L’esposizione Metallurgia / Metalli - la via della civiltà presenta l'evoluzione tecnica e storica della metallurgia e la sua connessione con la vita della società che è stata influenzata soprattutto dal ferro.

L’esposizione Intercamera / Spazio, colore e movimento fa conoscere i tipi storici e contemporanei della fotografia dello spazio. Qui vengono presentati tutti i processi fotochimici di base della fotografia a colori, i principi della fotografia digitale e lo sviluppo della cattura fotografica del movimento.

A causa delle sue caratteristiche, l’esposizione Studio televisivo può essere visitata solo con una guida, che mostrerà ai visitatori come funzionano le attrezzature di uno studio televisivo.

L’esposizione interattiva intitolata La tecnica è un gioco, con la mostra Top Secret sulle tattiche di spionaggio, presenta, grazie a decine di oggetti, i principi della dattiloscopia, della balistica, della codifica dei documenti, ecc.

Di particolare interesse è il generatore di Van de Graaff. Si tratta di un generatore elettrostatico ad altissima tensione nel quale è integrato un acceleratore lineare di particelle cariche.

 

  • Il listino completo dei prezzi dei biglietti si trova qui

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Programma

La storia dell'edficio

Si possono considerare come predecessori dell’odierno museo le collezioni dell’imperatore Rodolfo II (Rudolf II.), il quale, oltre a collezionare opere d’arte, collezionava anche vari strumenti tecnici, alcuni dei quali sono qui esposti. Anche i Gesuiti, i quali nel 1722 fondarono il Museum Mathematicum, hanno contribuito ad arricchire le collezioni tecniche e Vojta Náprstek, il fondatore del museo dell’industria nel 1873, il quale aveva come compito quello di elevare il livello di istruzione tecnica e di far girare informazioni sulle novità tecniche nel mondo; in seguito si concentrò tuttavia piuttosto sull‘etnografia. La più grande esposizione della tecnica in questi territori era l’Esposizione Giubilare Generale (Všeobecná zemská jubilejní výstava) nel 1891. Gli oggetti in mostra rimasero a lungo in questo luogo dopo il termine della fiera e, in quel periodo venne fondato il comitato del Museo delle Invenzioni (Muzeum vynálezů), il quale si sforzava di ottenere un edificio stabile per queste esposizioni. Dal 1907, si iniziò a parlare della costruzione del museo della tecnica a Praga. L’esposizione della camera di commercio, che si tenne nel 1908, presentò un’ulteriore serie di modelli di costruzioni, apparecchiature e impianti tecnici, un ulteriore fondo di collezioni per il futuro museo. L’impulso verso il raccoglimento di collezioni fu dato dai professori dell’Università Tecnica e, già nel 1908, si tenne la riunione di fondazione del Museo della Tecnica del Regno Boemo (Technické muzeum království českého), in futuro Associazione del Museo della Tecnica (Spolek technického muzea). Grazie alla generosità del principe Schwarzenberk, furono rese accessibili le collezioni esistenti nel 1910 nel Palazzo Schwarzenberk (Schwarzenberský palác) in Piazza Hradčany (Hradčanské náměstí). Si trattava di esposizioni di meccanica, di lavorazione del vetro, di idraulica, di aeronautica, di industria tessile, di produzione di zucchero, di geodesia, dei trasporti, di architettura e altre. Nel 1921 iniziarono le raccolte di fondi per la costruzione del nuovo edificio del museo, il comune di Praga donò i terreni presso il serbatoio pensile sulla Letná e, nel 1935, venne bandito un concorso architettonico per la costruzione comune degli edifici per le collezioni del Museo della Tecnica e del Museo dell’Agricoltura. Fu scelto il progetto dell’architetto professore Milan Babuška e, si decise che entrambi gli edifici sarebbero stati separati da una nuova via. L’edificio è costruito nel cosiddetto stile internazionale, che rappresenta l’ultima fase del funzionalismo. Questo stile viene anche detto funzionalismo individualista. L’edificio del museo fu costruito negli anni 1938 - 1941. Il complesso del Museo della Tecnica aveva la forma di una lettera ‘U‘ aperta, la cui base era la facciata principale in direzione dei Giardini Letenské (Letenské sady). Tra le due ali più corte, che sporgevano perpendicolarmente dai bordi della facciata, si trovava il padiglione principale delle dimensioni di 70 x 25 m. La sua altezza era di 14 m ed aveva tre gallerie. Era destinato alle esposizioni più vaste nell’ambito dei trasporti, dell’aeronautica, dei veicoli ferroviari e delle automobili. Le collezioni del museo contano oltre 50 000 unità ad inventario, circa un decimo delle quali è esposto. Troviamo, qui, oggetti unici, come gli strumenti astronomici con i quali lavoravano Tycho de Brahe e Giovanni Keplero, la prima automobile costruita in questi territori, la più vecchia e ben conservata vettura Bugatti, il prototipo di turbina di Viktor Kaplan, un’autopompa trainata da cavalli del 1795, la quale partecipò allo spegnimento dell’incendio del Teatro Nazionale (Národní divadlo), il vagone salone di Francesco Giuseppe o di T. G. Masaryk, il famoso velivolo Blériot di Kašpar, con il quale effettuò il primo volo da Pardubice a Praga, o uno dei più vecchi dagherrotipi al mondo. Nella collezione di macchine da scrivere, si trova, ad esempio, la più piccola macchina da scrivere al mondo, la tedesca Taurus, che ha le dimensioni di un orologio tascabile. Durante l’occupazione, si insediò nell’edificio appena terminato il ministero delle poste e l’Associazione del Museo della Tecnica dovette ripulire e svuotare anche gli ambienti del Palazzo Schwarzenberk. Le collezioni furono allora trasferite provvisoriamente nell’ospizio per invalidi di Karlín (karlínská Invalidovna), dove, tra l’altro, rimase fino ai giorni nostri la collezione architettonica, una delle più ricche e più vecchie d‘Europa. 250 000 progetti, piani, studi e oltre duecento progetti complessi di costruzioni, come ad esempio i piani completi di Jan Kotěra, Josef Gočár o Josef Zítek, furono sommersi dall’acqua durante il catastrofico alluvione del 2002. Solo nel 1990, diversi uffici si trasferirono dal museo sulla Letná e, il museo poté usufruire dell’intero edificio, iscritto nell’Elenco Nazionale dei Monumenti Culturali Immobili. In seguito ad un estenuante restauro, che durò dal settembre 2006 sotto la guida dell’ingegnere architetto Zdeněk Žilka, il museo fu aperto solennemente il 15 febbraio 2011.

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