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Museo della Birra U Fleků (Pivovarské muzeum U Fleků)

Il museo si trova in un ex birrificio e malteria del XV secolo. La mostra si inserisce perfettamente nell’ambiente romantico del birrificio e arricchisce la sua atmosfera unica. Gli spazi espositivi rinnovati presentano modelli di macchine per la produzione della birra, utensili e contenitori e vi fanno conoscere l’antica storia della produzione della birra a Praga. Alla fine si può concludere la visita del museo facendo una sosta presso l’elegante birreria.

Museo della Birra U Fleků (Pivovarské muzeum U Fleků), Křemencova 11, Praha 1 - Nové Město, 110 00
Web: http://www.ufleku.cz, indirizzo e-mail: ufleku@ufleku.cz
tel.: +420224934019, +420602660290

Orario di apertura

Gennaio – Dicembre

Lunedì
10.00 – 16.00
Martedì
10.00 – 16.00
Mercoledì
10.00 – 16.00
Giovedì
10.00 – 16.00
Venerdì
10.00 – 16.00

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Le visite solo su prenotazione

Prezzo d'ingresso

di base

100 CZK

Prezzo d'ingresso:

  • Museo: 100 CZK
  • Birrificio: 200 CZK

visite in lingua ceca, inglese e tedesca
audioguida anche in linqua spagnola, russa e italiana

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La storia dell'edficio

La birra si produce in queste terre da tempo immemore. Alla fine del X secolo, il vescovo Vojtěch ne proibì la produzione ed il consumo, ma il divieto non veniva rispettato in pieno e, fu annullato dal papa nel XIII secolo su richiesta del re Venceslao I (Václav I.). Ad esempio, nel periodo di Carlo IV (Karel IV.), c’erano a Praga 36 birrifici cittadini e la birra veniva prodotta nei conventi e, forse, anche all’università, ed erano frequenti le battaglie della birra: la birra del Quartiere Piccolo (Malá Strana) contro la birra della Città Nuova e della Città Vecchia (Nové e Staré Město), la birra di Rakovník contro la birra di Praga. La concorrenza era notevole. Uno dei birrifici più famosi e più vecchi è il birrificio U Fleků. Si tratta di un complesso edilizio situato sul luogo dove sorgevano una casa gotica e due case rinascimentali, i resti delle quali sono conservati nel sottosuolo. La sua tradizione risale al XV secolo e, in base ai resti della muratura gotica, dove si seccava e arrostiva il malto, è forse anche più vecchia. Il birrificio fu istituito poco dopo. La prima testimonianza riguardante la produzione di birra in questo birrificio risale al 1499, quando Vít Skřemenec comprò l‘edificio. Dopo di lui, fu capo del birrificio la signora Ludmila, la quale veniva chiamata Skřemenecká, nonostante il fatto che fosse stata sposata diverse volte. La famiglia degli Skřemenec, o Křemenec, gestì il birrificio per lungo tempo. Dopo la battaglia della Montagna Bianca (bitva na Bílé Hoře), la proprietaria emigrò, la casa iniziò a deteriorarsi e la produzione di birra fu terminata. Le cronache dell’epoca riportano la scritta “il deterioramento sul Křemenec“ ("poustka na Křemenci"). Dopo il 1637, la produzione di birra fu riavviata e, anche se i proprietari si alternavano, la casa veniva lo stesso chiamata Na Skřemenci fino al 1762, quando il birraio di Počernice Jakub Flekovský acquistò la casa. Soprattutto suo figlio Štěpán divenne famoso fra i birrai praghesi e, a lui, va il merito dell’epoca d’oro di U Fleků. Nel 1807, divenne proprietario del birrificio František Pštross, ex sindaco di Praga, il quale acquistò anche il lotto di terreno adiacente e valorizzò tutto il complesso, il quale già allora raggiungeva le dimensioni odierne. Nel 1843 iniziò a produrre la birra scura secondo il metodo bavarese, prima di ciò si produceva soltanto birra chiara. L’ultimo proprietario fu il birraio Václav Brtník, il quale morì nel 1937. Dopo la seconda guerra mondiale, il birrificio fu nazionalizzato. Negli anni ´90 fu restituito ai suoi eredi.
La birra scura da 13 gradi saccarometrici viene qui prodotta con un equipaggiamento secolare, secondo una procedura vecchia forse duecento anni. La produzione dura sei settimane. La perla del birrificio è, ad esempio, la stanza di cottura, che presenta ancora oggi il tetto in legno originario del 1360. Per un lotto si utilizzano dodici quintali di malto e dodici chili di luppolo. Il malto, l’orzo germogliato, un tempo veniva originato nella malteria locale, la quale cessò la sua attività nel 1940. I vari tipi di malto vengono qui soltanto macinati, la metà è malto chiaro di Plzeň, il 30 % è malto bavarese più scuro, il 15 % è caramellato ed il 5 % è malto scuro arrostito, il quale dà colore alla birra. Dopo la cottura, la futura birra passa in un grande scarico di raffreddamento. Qui si forma, mediante evaporazione dell’acqua, la birra da 13 gradi saccarometrici dei Flek (flekovská třináctka). La birra passa poi in cantina, dove avviene la fermentazione ad una temperatura di 5 - 10 gradi Celsius. La fermentazione dura 13 giorni, ovvero un grado saccarometrico al giorno. La birra passa infine nelle botti, oggi in alluminio, dove riposa per un mese. Qui raggiunge il giusto gusto. Ogni anno vengono prodotti circa 6 000 ettolitri di birra con una gradazione alcolica del 4,1 %, la quale viene servita nel ristorante locale.
Oggi, questa birra è praticamente l’unica che viene prodotta grazie alla tecnologia classica, con malto proprio, fermentata e non filtrata, ossia soltanto malto, acqua e luppolo. L’attrezzatura del birrificio è un monumento della tecnica.
Gli interni in stile romantico del 1898 sono storici, progettati dall‘architetto František Sander. Si tratta di soffitti in legno, volteggi a coste, finestre intarsiate. Tutto il complesso U Fleků ha diversi salotti e sale: la Sala Cavalleresca (Rytířský sál), un tempo detta Emauze, con sedie antiche con stemmi di città ceche note per i loro birrifici. Ad una parete è appeso un orologio storico vecchio 250 anni e quadri dei massimi pittori cechi. Nel tratto anteriore c’è la mensa popolare detta Staročeská, poi una classica birreria detta Sala Grande (Velký sál) ed una più piccola detta Valigia (Kufr), dove si ritrovavano i giornalisti. Il più famoso è il salotto Akademie, dove un tempo si ritrovavano i cosiddetti accademici: pittori, scrittori, architetti e altri uomini d‘arte. Il contemporaneo di Mikoláš Aleš, Láďa Novák, insieme a Jindřich e Ota Bubeníček e Vilém Trsek, ha decorato la birreria con pitture e scritte in elogio alla birra. La dominante del cortile era il dipinto di Novák raffigurante la battaglia di S. Giorgio e il drago, c’era poi anche la Parata del re Ječmínek; le pitture si trovavano negli archi dei pilastri del cortile. Il proprietario dell’epoca, il birraio Khop, appagato dalle splendide decorazioni, riservò agli artisti una stanza separata. A capo dell’associazione di artisti c‘era Láďa Novák, il quale fu incoronato “re del birrificio e re dello scherzo e del riso“ nel 1908. Gli artisti, a volte, inscenavano spettacoli amatoriali ed era qui attivo anche un cabaret. Attraverso il cortile ed il giardino è possibile raggiungere altre stanze, come ad esempio le stanze Václavka e Jitrnice, e da qui, intorno al banco di mescita ed alla cucina, si passa alla stanza Chmelnice, la sede del cabaret, il quale rinnovò la sua attività nel 1965. In estate il birrificio, compreso il giardino, può ospitare fino a 1 000 persone. Tra le personalità importanti che visitavano il birrificio, oltre ai pittori già menzionati, c’erano anche i letterati Josef Kajetán Tyl, Jakub Arbes, Jan Neruda, Jaroslav Hašek, il pittore Viktor Oliva e lo scultore František Rous, gli attori Jindřich Mošna, František Ferdinand Šamberk, Rudolf Deyl sr., Karel Hašler, Zdeněk Štěpánek ed altri. Visitavano il birrificio anche vari personaggi particolari, come ad esempio il venditore di fiammiferi, detto Ferda-fiammiferi-Europa (Ferda-sirky-Evropa), Antonín Fiala, profeta meteo, ed altri. Negli anni ´80, il birrificio subì un restauro completo. Oggigiorno l’attività del birrificio è focalizzata sul turismo. Dal 1998 questo birrificio ha un proprio museo della birra. Il museo fu aperto in occasione dei 500 anni della fondazione del birrificio e, in occasione dell’anniversario della fine della prima guerra mondiale, quando i militari tornarono nelle locande. Il museo è situato nell’ex malteria, la quale era attiva dal 1600 al 1940. Si è qui conservato il forno per luppoli con tettuccio, detto anche castrone, dove veniva seccato e poi arrostito il malto mediante i fumi caldi di tronchi di faggio. Si trova qui il filtro per il filtraggio della birra, il dispositivo di raffreddamento a doccia o il compressore per la pressurizzazione ad aria della birra. Ci sono, inoltre, botti in legno da due ettolitri decorate da ferri da cottura e da strumenti per la loro lavorazione, un dispositivo per il riempimento di bottiglie, una bilancia per il malto, densimetri ed altro. Il museo ha anche l’esposizione di Carter con un modello di carro di Carter trainato da castroni.

 

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