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Museo Nazionale – edificio principale (Národní muzeum – hlavní budova)

Dal 1891, l'edificio neorinascimentale del Museo Nazionale domina la parte superiore di Piazza San Venceslao. Dalla sua edificazione non è stato mai riparato in modo significativo; fu danneggiato da due attacchi militari nel 1945 e nel 1968. L’impegnativa ristrutturazione attuale mira a salvare questo importante monumento culturale nazionale e a trasformarlo in un moderno spazio museale. La riapertura del museo è prevista per il 2018.

Museo Nazionale – edificio principale (Národní muzeum – hlavní budova), Václavské náměstí 68, Praha 1 - Nové Město, 110 00
Web: http://www.nm.cz, indirizzo e-mail: nm@nm.cz
tel.: +420224497111

Orario di apertura

Le sale espositive dell’edificio storico del Museo Nazionale sono chiuse al pubblico causa ristrutturazione.

La storia dell'edficio

La fondazione del Museo Nazionale fu preceduta dall’istituzione della Società ceca delle scienze (Česká společnosti nauk) nel 1789. Il Museo Nazionale, la più vecchia e più grande istituzione museistica ceca, fu fondato nel 1818 con il nome di Museo Patriottico (Vlastenecké muzeum) con una proclamazione solenne da parte della nobiltà ceca con a capo il conte Kašpar ze Šternberka, che era tra l’altro un eminente mineralogista e paleontologo e, che dedicò al museo la sua collezione mineralogica. Fu anche eletto presidente della Società del Museo Patriottico in Boemia (Společnost vlasteneckého musea v Čechách), che venne fondata nel 1820 e divenne proprietaria e gestrice delle collezioni ed organizzava i lavori del museo. All’inizio, il museo non aveva un proprio edificio e, per questo, le prime collezioni, provenienti dalle donazioni di collezioni private di aristocratici cechi, erano raccolte nel monastero di S. Giacomo (sv. Jakub), in seguito negli ambienti presi in affitto del Palazzo Šternberg (Šternberský palác) a Hradčany e dal 1845 nel piccolo palazzo Nostic (palác Nosticky) a Příkop (sul luogo dell‘odierna Banca Commerciale (Živnobanka)). Il merito per lo sviluppo del museo va a varie personalità importanti – l’organizzatore ed amministratore delegato della Società del Museo Patriottico František Palacký, Jan Evangelista Purkyně, Joachim Barrande, Josef Dobrovský, Karel Jaromír Erben e molti altri. Ebbe una grande importanza la fondazione della prima rivista scientifica ceca dal nome Rivista del Museo Nazionale (Časopis Národního muzea) nel 1827, che viene pubblicata ancora oggi e, la fondazione dell‘istituzione culturale Matice česká (1831), casa editrice dei lavori fondamentali della scienza e della letteratura ceca. Dal 1922 il museo porta il nome odierno. Nel 1934 la proprietà e la gestione del museo passò alla Boemia (Země česká) (territorio autonomo facente parte della Repubblica cecoslovacca dal 1918 al 1945, ndt) e, nel 1949, divenne proprietà dello stato. Nel periodo della sua fondazione le collezioni erano focalizzate soprattutto sulle scienze naturali. František Palacký, insieme ad altri giovani patrioti, ebbe il merito dell’ampliamento delle collezioni a temi storici e della specializzazione in settori culturali e scientifici. La crescita delle collezioni richiedeva però spazi sempre più vasti. Nel periodo della demolizione delle fortificazioni attorno alla Città Nuova (Nové Město), il dott. Ladislav Rieger riuscì ad ottenere in dono dal consiglio cittadino il lotto di terreno dove sorgeva la Porta dei Cavalli (Koňská brána) per la costruzione del nuovo museo. Nel 1883 il Comitato provinciale (Zemský výbor) bandì un concorso per il progetto del nuovo edificio su un lotto di 13 500 m2. Il primo premio fu vinto dall‘architetto Josef Schulz, il quale fu anche incaricato della guida dei lavori di costruzione. Negli anni 1885 - 1890 fece costruire un grande edificio neorinascimentale che costò 1 935 000 dobloni d‘oro. La pianta è un rettangolo regolare dai lati lunghi 104 e 74 m, il punto più alto dell’edificio è a 70 m dalla rampa. Dalla fontana alla torre ci sono 338 scalini. Nell’edificio ci sono in totale più di 3500 porte e 562 finestre. L’edificio ha cortili rettangolari separati da un tratto centrale. I quattro angoli dell’edificio sono formati da torri a quadrilatero con cupole. Sopra la parte centrale della facciata principale si innalza la torre principale con la cupola ed una lanterna. Alla fine del marzo 1891 fu ultimata l’installazione delle collezioni e, il 18 maggio 1891 il museo fu solennemente aperto. La decorazione del museo ad opera degli artisti più importanti dell’epoca fu quasi terminata nel 1903. La fontana sotto la scalinata dell’ingresso è del 1892. Da una bocca di leone l‘acqua fluisce in un trogolo in marmo e prosegue in serbatoi anch’essi in marmo. Sullo sfondo della fontana sopra la rampa, davanti all’ingresso principale, si trovano statue allegoriche della Boemia con la corona di S. Venceslao, sui lati la Moldava e l’Elba, distaccata c’è la Moravia, rappresentata da una fanciulla con le spighe, e la Slesia, rappresentata da un giovane con una navetta per tessere (di Antonín Wagner). Sui lati dell’ingresso dell’edificio troviamo due figure sedute: la Storia e letteratura, e le Scienze naturali (di Josef Mauder). Le piastre in rilievo sotto la scritta Museum regni bohemiae sulla facciata, anche queste di Antonín Wagner, mostrano la fondazione del monastero di Zbraslav (Zbraslavský klášter) ad opera di Vencesalo II (Václav II) e la fondazione dell‘Università Carolina (Karlova univerzita) da parte di Carlo IV (Karel IV) e Rodolfo II (Rudolf II) in una cerchia di studiosi. I gruppi allegorici della Dedizione, dell’Entusiasmo, dell’Amore per la verità e dell’Amore per il passato sui pilastri agli angoli sono di Bohuslav Schnirch. La sala ipostila in entrata è decorata da sculture in bronzo raffiguranti Libuše, Přemysl aratore, S. Venceslao e Přemysl Otakar II, opere del famoso scultore di Monaco di Baviera Ludvík Schwanthaler. Altre sue figure si trovano sulla scalinata del museo nell’ala centrale dell‘edificio: Eliška Přemyslovna, Jiří z Poděbrad, Arnošt z Pardubic e Bohuslav Hasištejnský z Lobkovic. Lo spazio della scalinata è inoltre decorato con una serie di sedici busti di uomini che hanno caratterizzato il museo, opere di Antonín Popp e Bohuslav Schnirch, e con medaglioni di Popp che raffigurano 32 re boemi. Sulle pareti dei corridoi intorno alla scalinata si trovano pitture murali di 16 castelli boemi e di città monumentali, opere di Julius Mařák e Bohuslav Dvořák. Il pantheon, con una superficie di 400 m2, coperto da una cupola in vetro, è la stanza rappresentativa dell‘edificio. È utilizzato in occasione di feste. Sulle pareti troviamo quattro quadri di importanti eventi storici: La Profezia di Libuše e San Metodio che traduce la Scrittura (di František Ženíšek), la Fondazione dell’Università Carolina e J. A. Komenský di Amsterdam (di Václav Brožík). Le allegorie della Scienza, del Progresso, dell’Arte e dell’Ispirazione sono state dipinte da Vojtěch Hynais. Oltre alle statue in bronzo di Komenský, di Palacký, del Conte Clam-Martinic e di Kašpar di Šternberk, troviamo qui 31 busti di alte personalità nazionali, opere dei maggiori scultori (Antonín Popp, Bohuslav Schnirch, Ladislav Šaloun, Stanislav Sucharda, Jan Štursa, Čeněk Vosmík e altri). Fino al 1934 il museo era in proprietà della Società del Museo nazionale in Boemia (Společnost Vlasteneckého muzea v Čechách ndt.), fondata nel 1920. Dal 1922 il museo porta il nome odierno. Nel 1934 il museo è passato in proprietà ed amministrazione della Terra boema, nel 1949 è passato alla proprietà dello stato. Dall‘8 luglio 2011 è in corso la ricostruzione dell‘edificio. Il termine dei lavori è pianificato per il giugno 2015.

L’edificio del Museo Nazionale è un monumento culturale nazionale.

Il Museo Nazionale è il principale museo statale della Repubblica ceca. Svolge la funzione di raccolta di collezioni e di ricerca scientifica, di sviluppo dell’educazione e della metodologia. Il museo ha cinque istituti professionali: Il Museo di Scienze Naturali (mineralogia, paleontologia, micologia, botanica, entomologia, zoologia, antropologia): le collezioni mineralogiche e paleontologiche, le basi delle quali furono donate al museo dal conte Kašpar Šternberk, sono tra le più antiche in assoluto. Una parte importante delle collezioni paleontologiche, la cosiddetta Barrandeum, fu donata al museo dal famoso scienziato francese Joachim Barrande, il quale operò stabilmente in Boemia. La collezione di erbari, unica al mondo, la quale contiene più di due milioni di voci, fu fondata dal viaggiatore Tadeáš Haenke all’inizio del XVIII secolo. Il Museo Storico (il medioevo, la storia ceca antica e contemporanea, l‘archivio, il folclore, la numismatica, il teatro). Fanno parte di questo istituto il Lapidario della Fiera (Lapidarium na Výstavišti), il Monumento commemorativo di František Palacký e František Ladislav Rieger (Památník Františka Palackého a Františka Ladislava Riegra), l’Esposizione di farmacie storiche (Expozice historických lékáren), il Museo del folclore nella villetta Kinský (Národopisné muzeum v letohrádku Kinských) e l’esposizione “extrapraghese“ della società ceca del XIX secolo a Vrchotovy Janovice. Il Museo di etnologia della cultura asiatica, africana e americana in Piazza Betlemme (Betlémské náměstí) e l’esposizione della Cultura Asiatica al castello Liběchov u Mělníka, Il Museo della Musica ceca (a Praga il Museo di Antonín Dvořák, il Museo di Bedřich Smetana, il Monumento commemorativo a Jaroslav Ježek detto la Stanza Blu (Modrý pokoj); le preziose collezioni del Museo degli strumenti musicali che contengono quasi 2000 strumenti musicali antichi non hanno momentaneamente i propri spazi espositivi. La Biblioteca del Museo Nazionale con l’esposizione del Museo del Libro a Žďár nad Sázavou; la biblioteca fu fondata in concomitanza con la fondazione del museo. La sua base era rappresentata da libri di biblioteche di alcune famiglie nobili, in particolare dei Kolovrat-Krakovský, dei Kinský e la biblioteca personale di Josef Dobrovský. Parte della raccolta era composta dall’Archivio letterario, del quale divenne proprietario e curatore l‘istituto Monumento della Letteratura Nazionale (Památník národního písemnictví).

 

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