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La scena dei club di Praga offre sale da ballo alla moda e anche undeground

Un quarto di secolo dopo la fine del totalitarismo in Cecoslovacchia la scena dei club di Praga riflette i gusti musicali di diverse generazioni. Continuano a funzionare luoghi leggendari degli anni ’90 come il Roxy o l’Akropolis, fondati dopo la Rivoluzione di Velluto da quelli che sono oggi dei quarantenni, la gioventù attuale desiderosa di party si reca nei locali pop-up che a volte funzionano solo per un paio di mesi. Abbiamo cercato di mettere insieme una breve selezione di locali alternativi praghesi di tutti i generi musicali in cui vale la pena di andare.

  • © Neone
  • © Podnik
  • © Café V Lese
  • © Containall
  • Scalo Merci di Žižkov (Nákladové nádraží Žižkov)- © Dorota Špinková
  • © Klubovna
  • 007 Strahov - © Vojta Florian Photography → http://vojtaflorian.com
  • © www.roxy.cz
  • Palazzo Akropolis - © www.palacakropolis.cz
  • Teatro Archa - © Divadlo Archa
  • © MeetFactory
  • © Klub Újezd

Se cercassimo il club più trendy di Praga, probabilmente sarebbe il Neon di Holešovice. Difficile dire perché gli hipster di Letná e dei dintorni lo abbiano eletto loro luogo di incontro: si tratta più o meno di un negozio con vetrina accanto a una strada molto rumorosa. Neanche all’interno c’è niente di eccezionale, solo quattro pareti, il bar e il bancone per il musicista. Probabilmente proprio per questo crudo minimalismo. Durante il giorno magari passereste davanti all’entrata del club senza neanche vederla. Ma la notte di venerdì e di sabato ci trovate costantemente davanti un gruppo di persone ben vestite, all’interno rimbombano ritmi di danza beat. Vi si esibiscono produttori elettronici di Praga ma anche di Berlino. Se avete voglia di andare a ballare e di sentirvi molto «in», andate al Neon. Ma può anche capitarvi che accanto ai tipini alla moda che vengono qui sembriate piuttosto out.

E già che vi trovate al Neon, subito accanto c’è un altro locale dove vale la pena di andare. È un Locale (Podnik) con la L maiuscola, perché si chiama così. Si tratta di un altro progetto del noto gestore di caffè nonché attivista culturale Ondřej Kobza, che è diventato famoso soprattutto per aver collocato pianoforti nelle strade di Praga e di altre città ceche. Nel locale si svolgono concerti acustici ed elettronici, conferenze, dibattiti, workshop.

A Praga Ondřej Kobza di locali ne gestisce vari, per quanto riguarda i club va citato ancora il Café v Lese (Caffé nel bosco) di Vršovice. Lo trovate in via Krymská, che è quasi un miniquartiere di caffè, osterie e ristorantini intorno alla via omonima, che si va rapidamente gentrificando. All’inizio di questo processo troviamo appunto il Café v Lese. Da fuori sembra un caffè, in cantina si trova però uno spazio grezzo e senza intonaci per concerti e feste da ballo.

Il Pop-up è l’attuale fenomeno cittadino che in ceco non ha ancora un equivalente adatto ma la cui essenza è l’essere effimero. Descrive qualcosa che compare all’improvviso, risplende e scompare di nuovo. Si può trattare per esempio di un evento musicale una tantum, di una boutique di moda in un negozio che per il resto è chiuso oppure di un buffet per strada. Da questo spazio pop-up si è sviluppato il progetto che si chiama Containall che si trova sul’isola di Kampa a Praga. Accanto a un palazzo in via Cihelná c’è un container, dentro al quale funziona un caffè. Nel palazzo per lo più inutilizzato si svolgono senza regolarità varie manifestazioni socio-culturali che vanno dalle serate da ballo ai mercatini delle pulci e alle mostre.

Analogo spazio polivalente è il progetto Nákladové nádraží Žižkov (Stazione Merci Žižkov), appoggiato dai politici comunali di Žižkov. Oltre ai party vi hanno luogo proiezioni di film, laboratori, teatro. La stazione di Žižkov emana un’atmosfera fortemente comunitaria, cosa che si può dire anche della Klubovna di Dejvice. Lo spazio dove in precedenza si riunivano i membri di un “gruppo indiano” oggi serve come luogo di concerti, feste e vari eventi di attivisti. Dal sottobosco di persone intorno alla Klubovna è emerso per esempio il festival musicale Povaleč (Fannullone).

Se volete convincervi del fatto che l’underground e il punk non sono morti, recatevi al club 007 Strahov. Il leggendario "Sette" ai dormitori universitari di Strahov è un luogo oscuro dove si svolgono concerti di gruppi di diverse sottoculture, siano esse hip-hop, metal o hardcore. Al «Sette» si può ancora sperimentare un concerto dal vivo dove la folla sudata porta sulle braccia il ballerino che si è gettato in mezzo alla folla dove si balla il «pogo». Tutto questo in un paio di metri quadrati.

Concerti dal vivo underground oppure di gruppi alternativi vengono ospitati anche dal club Final, che ha sede sopra la Stazione Centrale. Sopra c’è un accogliente caffè. i piccoli spazi da concerto che si trovano sotto ricordano molto una sala prove indipendente.

Le persone che hanno ballato selvaggiamente per tutti gli anni ’90 forse vi diranno ancor oggi che i club migliori sono il Roxy, l’Akropolis oppurel’Archa. E in parte avranno ragione. Da queste leggendarie istituzioni lo spirito non è ancora sparito, vi si continuano a svolgere concerti di gruppi e di musicisti importanti e buoni party al di fuori del mainstream.

Gruppi e progetti interessanti vengono portati a Praga anche dal club MeetFactory, uno spazio unico del tipo artist-in-residence al confine tra Smíchov e Zlíchov. È fuori dal centro e forse dovrete scavalcare i binari della ferrovia, ma non vi pentirete di essere venuti.

E quando tutti questi club e osterie che abbiamo citato chiuderanno e sarà ora di andare a casa, è molto probabile che finirete allo Újezd, asilo dei bevitori incalliti e un altro dei relitti degli anni novanta. Sotto c’è una tana punk, al centro un caffè, sopra una osteria con pitture magiche di folletti che sembrano un poco i ritratti di tutte quelle stanche esistenze e bizzarre figure che compaiono qui verso mattina.

Saša Blau
Giornalista e fotografo. Ha vissuto a Londra e a Berlino, ma si sente a casa soprattutto quand’è in viaggio. «Sono qualcosa a metà tra un russo e un tedesco. Sono nato a Praga», dice di se stesso.

 

 

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