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Castello di Praga – La Pinacoteca del Castello di Praga (Obrazárna Pražského hradu)

La Pinacoteca del Castello di Praga è la più antica collezione di quadri del nostro paese - le sue origini risalgono alla fine del XVI secolo. L'esposizione permanente presenta ai visitatori una selezione rappresentativa di oltre 100 dipinti di altissima qualità appartenenti alla proprietà del Castello di Praga, che comprende circa 4000 quadri. Nonostante le considerevoli perdite artistiche avvenute nel corso della turbolenta storia della collezione, la Pinacoteca è paragonabile, per qualità delle opere, alle collezioni d’arte più importanti d’Europa.

Castello di Praga – La Pinacoteca del Castello di Praga (Obrazárna Pražského hradu), Pražský hrad - II. nádvoří, Praha 1 - Hradčany, 119 08
Web: http://www.kulturanahrade.cz, indirizzo e-mail: obrazarna@hrad.cz
tel.: +420224373531, +420224373368

Orario di apertura

Novembre – Marzo

Tutta la settimana
09.00 – 16.00

Aprile – Ottobre

Tutta la settimana
09.00 – 17.00

Prezzo d'ingresso

di base

100 CZK

ridotto

50 CZK

familiare

200 CZK

Programma

La storia dell'edficio

Entrando al Castello per la Porta Settentrionale (o Porta Pacassi) e passando per il lato occidentale dell’ala settentrionale (a destra del passaggio, dietro la porta), giungiamo in un luogo dove, una volta, si trovavano le stalle, che nel 1583 vennero trasformate in due splendide scuderie per i cavalli spagnoli di Rodolfo II. Alla fine degli anni cinquanta fu deciso che il pianterreno dell’ala settentrionale ed occidentale avrebbe ospitato la Pinacoteca del Castello di Praga. Così, nel 1965, venne inaugurata una nuova galleria sorta secondo il progetto degli architetti František Cubr e Josef Hrubý. Questa comprendeva anche i resti delle mura della chiesa della Vergine Maria, costruita alla fine IX secolo dal principe Bořivoj I, della dinastia dei Premyslidi. A metà del XIII secolo, la chiesa venne distrutta da un incendio e non fu più ricostruita. I resti della chiesa, rimasti a loro volta danneggiati durante i lavori di costruzione dell’ala del Castello effettuati nel XVIII secolo, sono stati scoperti dal dr. Ivan Borkovský durante una ricerca archeologica effettuata negli anni cinquanta. Questi aveva scoperto che, in realtà, le chiese erano due e che quella più recente risaliva all’XI secolo. All’interno della chiesa scoprì la tomba del principe Spytihněv I, morto nel 915, e di sua moglie. Si tratta del più antico funerale di un principe del quale si è a conoscenza nel nostro paese.
All’epoca, la Pinacoteca era inclusa nell’itinerario di visita del Castello, perciò non importava più di tanto che l’accesso ad essa direttamente dalla porta di Pacassi fosse rimasto alquanto nascosto. Gli impianti, però, non soddisfacevano più i requisiti tecnici e di sicurezza; così, nel 1990, in seguito al furto del quadro di Lucas Cranach intitolato Il vecchio innamorato, i locali vennero chiusi immediatamente e i dipinti furono trasferiti in depositi più sicuri. Fu deciso non solo di migliorare la disposizione attuale, ma anche di trovare una nuova soluzione per l’intera area e per tutti gli impianti. Negli anni novanta del XX secolo, la Pinacoteca ha acquisito un nuovo aspetto (progetto di Bořek Šípek). L’ingresso è stato spostato nel secondo cortile del Castello e gli interni e lo spazio della chiesa delle Vergine Maria sono stati modificati. I locali restaurati sono stati aperti al pubblico per la prima volta nel 1997, in occasione della grande esposizione intitolata Rodolfo II e Praga. Una volta conclusi i lavori di ristrutturazione, l’1/6/1998 la Pinacoteca è stata definitivamente aperta al pubblico.
L’origine delle collezioni della Pinacoteca era collegata all’imperatore Rodolfo II, l’ultimo sovrano ad aver avuto la propria sede a Praga. Aveva una collezione di circa tremila quadri, della quale però non è rimasto quasi nulla. Dopo la morte di Rodolfo, avvenuta nel 1612, il suo successore, Mattia, cominciò a trasferire questa collezione a Vienna. Quello che rimase a Praga fu portato via dalle truppe svedesi durante la guerra dei trent’anni. Tra i quadri che oggi sono esposti nella Pinacoteca, solo una parte proviene dalla collezione di Rodolfo. Tra questi citiamo, ad esempio, Il ritratto di Jakob König ad opera di Veronese, Il Giudizio Universale di Heintz o La festa del Rosario di Dürer, che all’epoca, però, non era tra i quadri rimasti al Castello di Praga. E pensare che la sua collezione comprendeva anche opere di pittori italiani, tedeschi e olandesi del XVI secolo, una serie di quadri di Dürer e un gran numero di quadri realizzati dai pittori di corte di Rodolfo, come Hans van Aachen, Josef Heintz o Bartolomeo Spranger.
Nel 1650 ebbe inizio il secondo periodo di esistenza della Pinacoteca del Castello di Praga. In quell’epoca, ad Anversa, l’arciduca Leopoldo Guglielmo acquistò per il fratello, l’imperatore Ferdinando III, circa 500 quadri della collezione del duca di Buckingham. La nuova collezione comprendeva sia opere di artisti del XVI secolo, che opere di pittori del XVII secolo come Domenico Fetti, Peter Paul Rubens, Rembrandt van Rijn, Nicolas Poussin, ecc. Questa si rivelò una fonte inesauribile d’ispirazione e d’insegnamento soprattutto per i pittori boemi come Karel Škréta, Jan Rudolf Bys e Petr Brandl. La parte più preziosa della collezione era costituita dai quadri di Tiziano Vecellio, Paolo Veronese, Tintoretto, Domenico Fetti, Guido Reni e Peter Paul Rubens. Nella Pinacoteca troviamo almeno un quadro realizzato da ognuno di questi autori. Dopo il 1737, ebbe inizio un nuovo periodo di decadenza, alcuni quadri della collezione vennero riportati nella pinacoteca imperiale di Vienna, mentre altri vennero utilizzati per la decorazione dei locali del Castello. Durante la ricostruzione teresiana del Castello, la collezione venne completamente eliminata. A Praga erano rimasti solo i quadri presi in prestito dalla Società degli amici dell’arte, fondata nel 1796, e le opere che, a causa del loro cattivo stato, erano state messe in deposito. Dopo la nascita della repubblica, questa collezione oramai decimata fu arricchita con l’aggiunta di opere barocche e di opere d’arte boema del XIX secolo (Jan Kupecký, Petr Brandl, Jan Kašpar Hirschely, Norbert Grund, Josef Mánes, Adolf Kosárek, Jan Preisler, Antonín Slavíček), acquistate con i cosiddetti fondi di Masaryk. Anche dopo la seconda guerra mondiale vennero acquistate alcune opere. Nel 1961, a causa di una totale ignoranza della problematica, la maggior parte delle opere della collezione storica fu trasferita nel deposito del castello di Opočno. Poco tempo dopo, però, le opere ritornarono al Castello, poiché il prof. Jaromír Neumann ne aveva riconosciuto il loro vero valore. Dopo esser state restaurate, queste opere sono state esposte alla Pinacoteca del Castello di Praga, che è stata aperta al pubblico nel 1965 e oggi contiene quasi quattromila oggetti d’arte. Nella nuova esposizione aperta nel 1998, però, si possono ammirare solo 107 quadri preziosi e tre opere scultoree. Le opere sono suddivise a seconda dell’appartenenza alle varie scuole: italiana, tedesca, olandese, fiamminga, ecc. Nel primo locale troviamo alcuni quadri che appartenevano alle collezioni di Rodolfo e che sono ritornati a Praga per varie vie. La più recente di esse è il Triplo ritratto su base dentellata ad opera di Paul Roy, acquistato nel 1995.
Dal 1962, il Castello di Praga è un monumento culturale nazionale.

 

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